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Pokemon Go, la mania dell'estate "ignora" Venezia: pronta tra i fan una petizione

E' il gioco del momento ma non è sbarcato a Venezia dove i mostriciattoli sono introvabili. Per questo gli utenti e gli appassionati veneziani hanno deciso di lanciare una petizione online per chiedere agli sviluppatori di aggiungere la città più bella del mondo

E' il gioco del momento ma non è sbarcato a Venezia. Uscito ufficialmente venerdì 15 luglio "Pokemon Go", piattaforma sviluppata da Nintendo e Niantic per iOS e Android che sfrutta la realtà aumentata e la tecnologia Gps e i Google maps, è giocabile un po' ovunque ma Venezia pare tagliata fuori.

IL GIOCO. Giocare è abbastanza intuitivo: basta uscire per la città armati di smartphone e cercare i pokemon sparsi ovunque e nascosti tra le vie, le piazze, i monumenti. Scopo del gioco: catturare quanti più mostriciattoli possibile. Una mania che però, appunto, non ha contagiato Venezia dimenticata dagl sviluppatori visti i pochi pupazzi da cercare (per chi se ne intende appaiono solo usando "esche" o "aromi") e le poche "palestre" collocate in città. Per questo gli utenti e gli appassionati veneziani hanno deciso di lanciare una petizione online per chiedere agli sviluppatori di incrementare le mappe, aggiungendo la città più bella del mondo. Anche sulle pagine Facebook no ufficiali del gioco è possibile reperirle.

DUBBI. La moda appassiona migliaia di utenti ma in alcuni casi si sta trasformando in "isteria" collettiva: c'è chi ha abbandonato il lavoro pur di giocare a tempo pieno ed avanzano anche diversi dubbi. Per alcuni il messaggio dei mostriciattoli non sarebbe così educativo (anzi si sostiene che alcuni nomi dei Pokemon ricordino quelli dei demoni) mentre altri lanciano l'allarme su un sistema che sì favorirebbe in qualche modo l'aggregazione ma aprirebbe anche le porte ai malintenzionati oltre che diventare una vera e propria "droga". Infine gli utenti segnalano due cose non sottovalutabili: il fatto che la batteria del telefono in questo modo si esaurrirebbe alla velocità della luce e che il videogioco non sarebbe adatto a tutti gli smartphone.

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