Socogas: "Sul deposito Gpl a Chioggia si sta facendo terrorismo mediatico, è tutto lecito"

Conferenza stampa del gruppo che sta investendo 25 milioni di euro per la struttura di Val da Rio: "Disposti a incontrare il Comune per discutere nel merito". Critiche dal comitato No Gpl

"Se tutto andrà come speriamo già nel 2018 saremo operativi, il clima che si è creato ad arte attorno al nostro progetto fino a questo momento ci è costato 1,6 milioni di euro in più. Tra stop al cantiere e ripartenze". Mercoledì è stato il giorno in cui Socogas e Costa Bioenergie hanno preso la parola davanti alla stampa per rivendicare la correttezza dell'iter intrapreso nell'ambito della costruzione del deposito di Gpl in Val da Rio a Chioggia: "Il nostro è un progetto serio - ha scandito Giampaolo Zucchi, direttore generale Socogas - siamo industriali, non dei mordi e fuggi". In attesa del "D-Day" del 10 maggio prossimo, quando il Tar sarà chiamato a decidere in merito a 3 ricorsi nei confronti di atti amministrativi (due presentati dalla stessa Socogas, uno dal Comune di Chioggia) i lavori di messa a punto dello stabilimento continuano: "Sono stati ultimati per il 70%, ora ci stiamo concentrando su impiantistiche meno visibili - ha continuato Zucchi - Quando saremo a regime il deposito coprirà il 10% del mercato, interessando soprattutto il Nordest. Abbiamo scelto Chioggia perché sul versante adriatico siamo carenti di strutture del genere, considerate strategiche dal governo. Si tratta di un investimento di 25 milioni di euro che avrà importanti ricadute sul territorio. Si parla di 80mila tonnellate di prodotto all'anno".

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Esposti, indagini, polemiche

L'intento della conferenza era non solo spiegare nel dettaglio il progetto (che secondo i rappresentanti del gruppo garantirebbe l'eliminazione di 80 treni migliorando i livelli di sicurezza dei trasporti) ma anche di mostrare le carte attraverso cui sono giunte le autorizzazioni per iniziare i lavori: "Il nulla osta ministeriale è arrivato il 26 maggio 2015 - ha spiegato l'avvocato Massimo Rutigliano - prima era stata pubblicata anche un'intesa Stato-Regione sul tema e c'era stata la verifica di assoggettabilità a Via del progetto. Ma in quel caso rimasero tutti zitti, nonostante fosse tutto pubblico. Viste le continue e diffamatorie affermazioni di persone che ci accusano di irregolarità, quest'ultime ne saranno chiamate a rispondere nelle dovute sedi". Nel mirino del legale finisce il comitato No Gpl, che ha presentato diversi esposti alla Procura della Repubblica di Venezia per presunti illeciti. Il fondatore di Socogas, l'89enne Renzo Zucchi, intanto, risulta indagato dalla magistratura. Il 17 novembre scorso gli avvocati del gruppo sono stati convocati dai magistrati, ma non si sbottonano: "Faranno il loro mestiere - continua il legale Rutigliano - aspetteremo le loro valutazioni. Abbiamo trovato una Procura impermeabile a eventuali sollecitazioni esterne". 

"Disposti a incontrare il Comune di Chioggia"

Anche la polemica sull'accesso sud aperto nei giorni scorsi in corrispondenza del cantiere viene rispedita al mittente: "Lo indica l'autorizzazione ministeriale", taglia corto Zucchi, chiamato a rispondere anche sulla decisione di indire la conferenza a Marghera piuttosto che nella città clodiense: "Questa la riteniamo la sede più idonea per incontrare gli operatori dell'informazione - ha continuato il direttore generale Socogas - se l'amministrazione comunale di Chioggia, contraria al progetto, volesse incontrarci per parlare nel merito noi siamo disponibili a farlo. Altrimenti si sta facendo solo terrorismo psicologico a fini elettorali".  Affermazioni che non vanno giù al comitato No Gpl: "Definiamo scandaloso che abbiamo fatto la conferenza stampa a Marghera nella sede di Confindustria e non nella nostra città - dichiara il portavoce del comitato, Roberto Rossi - Se questa è la considerazione che hanno di Chioggia... Come tappe di avvicinamento al 10 maggio coinvolgeremo tutte le associazioni del territorio in vari eventi, per dimostrare che la città è compatta contro il progetto".

"Deposito compatibile con le altre vocazioni portuali"

"Noi in Italia abbiamo bisogno di logistica indipendente anche per abbassare i prezzi - ha dichiarato durante la conferenza stampa l'avvocato Dario Soria, direttore assocostieri (Associazione nazionale depositi costieri olii minerali - il Gpl, al pari del Gnl, abbassa le emissioni. Ci sono pregi ambientali. Rischiamo di rimanere indietro di 10 anni rispetto agli altri competitori europei". Alla domanda se le gasiere (sarebbe previsto l'arrivo di 2 o 3 navi al mese) possano bloccare l'attività del porto per un tempo prolungato l'avvocato Soria si è detto ottimista: "Non ho conoscenza diretta del porto di Chioggia, ma nelle strutture di dimensioni paragonabili questa attività convive con le altre vocazioni - ha sottolineato - non c'è incompatibilità con le crociere per esempio".

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