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Caso Birolo, il vescovo critica il giudice. I magistrati: "Potremmo denunciarlo"

Monsignor Adriano Tessarollo di Chioggia nei giorni scorsi aveva criticato la condanna inferta a Franco Birolo dal giudice Bergamasco. Anm Veneto: "Saremo con lei se lo denuncerà"

"Rappresentanti istituzionali non dovrebbero dare giudizi sull'attività di altri organi, come quello giudiziario, senza avere la completa conoscenza dei fatti". A parlare, è il magistrato Lorenzo Miazzi, referente per il Veneto dell'Anm, in merito all'intervento del vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che, sul settimanale "Nuova Scintilla", aveva criticato la duplice condanna (due anni e otto mesi di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa e 325mila euro di risarcimento alla famiglia della vittima) inferta in primo grado dal giudice Beatrice Bergamasco a Franco Birolo, il tabaccaio di Civè di Correzzola che, il 26 aprile del 2012, uccise con un colpo di pistola un ladro che si era introdotto nel suo negozio. "Saremo con il giudice - dichiara ancora Miazzi - se denuncerà il prelato di Chioggia".

Nel ritenere quella del prelato "una ingerenza molto significativa", Miazzi in un'intervista al Corriere del Veneto critica "la pesantezza dei toni usati nel suo intervento: sono dichiarazioni inopportune", sottolineando che Tessarollo ha commentato la sentenza "prima ancora di conoscerne il merito". "Accusare senza neppure sapere come si sono svolti i fatti realmente - rileva - va oltre il diritto di cronaca, si rischia di sfociare nella diffamazione o perfino nella calunnia".

IL VESCOVO DI CHIOGGIA. "Mi ha colpito la sanzione di 325mila euro - aveva scritto il religioso - significano mille euro al mese per oltre 27 anni. Questa somma potrebbe essere in grado di mettere in ginocchio e destabilizzare la serenità della famiglia del derubato. Mi permetta un’ironia, signora giudice: quello che non era riuscito forse a rubare il ladro da vivo, glielo ha dato il giudice, completando il furto alla famiglia, un bel vitalizio ottenuto per i suoi familiari, con l’incidente accadutogli nel suo 'lavoro di ladro'".

GIUDICE SOTTO SCORTA. La condanna di Birolo ha suscitato molte polemiche. Sono state diverse le manifestazioni di solidarietà nei confronti del tabaccaio di Correzzola. Ma la solidarietà al commerciante condannato ha anche varcato i limiti, sfociando, in taluni casi, in un vero e proprio attacco mediatico nei confronti del giudice Bergamasco. Commenti feroci, duri attacchi, anche personali, e persino minacce di morte hanno invaso il web, costringendo la procura di Padova, a scopo precauzionale, a tenere sotto sorveglianza forze dell'ordine l'abitazione del magistrato. 

LE RAGIONI DELLA CONDANNA. In un fascicolo, il giudice ha spiegato le ragioni della condanna e le motivazioni per le quali andrebbe esclusa la legittima difesa. Quando il ladro è stato colpito era vicino all'uscita della tabaccheria, stava lasciando l'esercizio commerciale. La consulenza balistica avrebbe pesato molto sulla sentenza: Birolo, che non sarebbe stato aggredito, avrebbe potuto e dovuto evitare l’utilizzo dell’arma. I 325mila euro chiesti come risarcimento deriverebbero dalle tabelle numeriche in base all’età della vittima, alla situazione della madre disoccupata e a quella della sorella.

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