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Polizia di frontiera, "al Marco Polo emergenza per carenza organico": stato di agitazione

Iniziativa promossa dal sindacato Ugl Fsp polizia di Stato, che denuncia: "Confrontati con gli altri grandi scali italiani, siamo sotto del 50% con il personale. Pronti ad azioni eclatanti"

La scarsità di agenti in servizio nello scalo aereo veneziano mette in allarme il sindacato Ugl Fsp polizia di Stato, che sul tema lancia un appello e si prepara a una serie di azioni di protesta: "Non è possibile che il personale di polizia del terzo scalo nazionale sia obbligato a lavorare in condizioni di continua emergenza, spostato da una parte all’altra per sopperire ormai alla cronica insufficienza di organico - riferisce in una nota - La polizia di Stato dell’aeroporto Marco Polo, facendo il confronto con gli scali di Malpensa e Fiumicino, è al di sotto del 50%". Al punto che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, "il personale ha difficoltà a prendersi le ferie e a prendersi anche un semplice recupero riposo".

"Pronti a causare code e sospendere gli straordinari"

"È inutile continuare a dire che Venezia è il terzo scalo nazionale, quando i servizi di sicurezza non sono all’altezza della situazione. Non è possibile che la società che gestisce l’aeroporto non abbia mai speso una parola per il personale della polizia di frontiera che svolge sì il proprio lavoro, ma all’interno di una struttura privata. Non possiamo più tollerare che soli due colleghi, per fare un semplice esempio, possano in 4-5 ore controllare i documenti di 3mila passeggeri. A questo punto stiamo pensando di sensibilizzare gli operatori a fare i controlli di frontiera in modo ancor più scrupoloso, dando così vita a code interminabili ai varchi dei voli in partenza, causandone il ritardo. E se questo non dovesse bastare, saremo pronti a sospendere l’adesione agli straordinari, che servono per garantire maggior presenza di personale proprio durante le ore di punta. Poi non si sa mai che il personale inizi anche a prendersi qualche periodo di malattia, invece di recarsi al lavoro con tosse, raffreddore, e malesseri vari".

"Pronta una proposta di legge"

"Solo così, forse, Save e il ministero si decideranno a fare qualcosa per aumentare l’organico in servizio alla Polaria, in particolare personale con la qualifica di sovrintendente e ispettore con mansioni di capo turno e personale di agenti assistenti per i rimanenti controlli. Qui è a rischio la sicurezza dei viaggiatori e degli stessi operatori. Non appena sarà formato il nuovo governo, sarà nostro impegno portare all’attenzione del ministero dell’Interno una proposta di legge che prevede una indennità di frontiera alla pari delle indennità che sono ora riconosciute ad altro personale della polizia di Stato delle specialità della stradale, ferroviaria e postale".

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