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Le foto dei caschi inviate da Ugl Venezia

Le foto dei caschi inviate da Ugl Venezia

Il sindacato di polizia a Pansa: "Non cretini, male equipaggiati"

Gli agenti veneziani Ugl replicano al Capo del Corpo, lamentando la grave carenza di mezzi adeguati a svolgere il servizio di ordine pubblico

Esplode la polemica sulle forze dell'ordine, e Venezia risponde. Dopo le tante critiche piovute addosso alla polizia di Stato dopo gli episodi di Roma, dove un filmato ha ripreso un'agente calpestare un manifestante, anche il sindacato degli agenti veneziani Ugl ha voluto dire la sua, puntando il dito contro le alte sfere del corpo, colpevoli di non fornire ai poliziotti i mezzi adeguati per compiere il loro dovere.

LE POLEMICHE - Il sindacato Ugl Venezia ha infatti pubblicato una nota stampa al vetriolo indirizzata direttamente al Capo della Polizia Alessandro Pansa, che nei giorni scorsi ha definito senza mezzi termini “un cretino” l'agente ripreso nel video della manifestazione capitolina. Per i sindacalisti lagunari mentre Pansa “si prende il lusso di dare del cretino ad un poliziotto, gli agenti a Venezia, Mestre e Chioggia e non solo sono costretti a lavorare in condizioni di emergenza, indossando caschi non più rispondenti alle loro funzioni di protezione”. Ugl, che dichiara di non voler “entrare nel merito delle affermazioni del Capo della Polizia “, ma che al tempo stesso sottolinea come ci si sarebbe aspettati una migliore scelta dei termini dal comandante del corpo, spiega come i caschi attualmente in dotazione “oltre alla sporcizia interna, alla mancanza dell’imbottitura, alla mancanza dell’etichetta con la misura, [...] ballano in testa oscurando anche la visuale dell’agente che li indossa”.

NUOVE REGOLE – Il sindacato conclude con una richiesta il suo comunicato stampa, non prima di aver comunque ribadito una volta di più la sua ostilità ai vertici del Corpo, “sempre pronti a denigrare, anche con offese gratuite, il proprio personale”. Quello che Ugl vorrebbe, oltre a nuove attrezzature dato che quelle attuali non sarebbero più “idonei ai servizi di ordine pubblico”, è una ridiscussione delle “regole di ingaggio” e “nuove norme che regolamentino il diritto costituzionale di manifestare”, ricordando a tutti le “difficoltà vissute dagli operatori di fronte alle vili aggressioni con bombe carta e sassate”.

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