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La polstrada resta a San Donà. Critiche al Comune, che replica: "È presidio di sicurezza"

Dibattito sul distaccamento, che non sarà unificato a quello di Portogruaro. Ma per Ugl polizia di Stato in questo modo si rischia di perdere la vigilanza sulla viabilità ordinaria

Scontro sul distaccamento della polstrada a San Donà di Piave. L'amministrazione ha approvato una delibera con cui mantiene la sede in città, un provvedimento che per il sindaco Andrea Cereser "garantisce un presidio per la sicurezza". Diverso il parere della minoranza e di Ugl polizia di Stato, che attacca: "In questo modo San Donà e tutto il Veneto orientale correranno il pericolo di perdere la vigilanza sulla viabilità ordinaria", visto che "il personale della stradale espleta solamente vigilanza sull’autostrada".

Spiega il primo cittadino: "Mantenere a San Donà il distaccamento di polizia stradale è stato un importante risultato. L'opposizione preferiva rinunciare alla sede della polstrada, cioè a un presidio sul territorio, a favore di quella di Portogruaro". Questo "nonostante la conferenza dei sindaci del Veneto orientale si fosse espressa circa il mantenimento di entrambe".

Contrario Mauro Armelao, segretario Ugl polizia di Stato: "Se la costruzione della caserma avvenisse a Portogruaro andremmo a salvare i tre itinerari della vigilanza sulla viabilità ordinaria, quindi strade comunali provinciali e statali, che ora partono da Portogruaro. Ai cittadini importa avere la vigilanza sulle strade ordinarie, e per questo abbiamo sempre sostenuto il progetto di unificare i due comandi nel comune di Portogruaro. Sindaco e consiglieri saranno gli unici responsabili non appena la stradale di Portogruaro verrà soppressa". In previsione una serie di gazebo informativi, il primo lunedì 30 ottobre al mercato settimanale.

Dibattito anche sulla questione economica, visto che la struttura è stata ceduta ad Autovie Venete. Ceserer precisa: "A chi ritiene che 150mila euro incassati dal Comune per quella struttura siano pochi, ricordo che è notizia di oggi la spesa da parte di tre Comuni del Miranese di 500mila euro per una caserma dei carabinieri. La vendita serve ad attuare una manutenzione tramite ristrutturazione ed ampliamento per renderla più consona al suo ruolo di presidio del territorio. Inoltre è subordinata alla condizione del permanere della destinazione a servizi di pubblica sicurezza. Insomma, mercanteggiare sulla sicurezza mi pare un atteggiamento quantomeno perdente".

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