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Un nuovo nizioleto per il "ponte dei zogatoi" e per Quo, simbolo di un'epoca: novità in arrivo?

Richiesta presentata più volte a partire da oltre dieci anni fa. Adesso, forse, ci siamo davvero. Per i rappresentanti di Venessia.com è un "gesto che dà dignità ai veneziani"

"Ponte dei Zogatoi" potrebbe presto non essere più un soprannome (o meglio, la denominazione non ufficiale che tutti i venenziani già utilizzano per definire la struttura): secondo alcune indiscrezioni, infatti, si starebbe finalmente concludendo l'iter che potrebbe portare alla modifica definitiva della toponomastica del luogo. E quindi al ritocco del nizioleto posto al di sotto del "mitico" Quo di lego. "È una richiesta che facciamo da 11 anni a tutte le amministrazioni che si sono susseguite - ricorda Matteo Secchi di Venessia.com - insieme all'associazione Masegni e Nizioleti, Alberto Toso Fei, Pietro Bortoluzzi, lo scomparso Lino Toffolo e tanti altri. Qualche anno fa l'operazione fu accettata dall'assessore alla Cultura allora in carica, Tiziana Agostini". Finora, però, nulla si era concretamente mosso a Ca' Farsetti.

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"Simbolo di un'epoca"

Una questione molto sentita dai residenti, tanto che nel 2007 fu organizzato un blitz con l'affissione di un lenzuolo al di sopra della scritta con la denominazione ufficiale, che ad oggi è quella di ponte San Giovanni Grisostomo. "A Venezia ogni epoca è rappresentata da un palazzo, da un monumento, da un segno peculiare di un tempo definito - ricorda Secchi - I veneziani hanno visto la propria città modificarsi quasi di generazione in generazione. Una critica che viene spesso rivolta a chi si propone come difensore della venezianità, è di non voler accettare le novità. Ma non è così". Per i promotori dell'iniziativa, infatti, il ponte dei zogatoi è qualcosa di "veramente riconducibile alla storia della quotidianità veneziana dei primi anni del terzo millennio".

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"Una modifica che dà dignità agli abitanti"

È detto dei zogatoi perché fino a qualche anno fa era affiancato dalle vetrine di uno storico negozio di giocattoli, prima che l’attività cambiasse. "È stato un posto magico, il paese dei balocchi dove si passava il tempo con il naso schiacciato alle vetrine ammirando soldatini, lego e bambole. I nomi delle calli e dei ponti veneziani hanno quasi sempre una relazione con la vita, i personaggi, le attività che vi avvenivano. Quindi questa operazione sarebbe perfettamente in linea con la tradizione toponomastica veneziana. Vorremmo mettere in chiaro che non vogliamo cancellare né sminuire il nome e l’importanza di San Giovanni Grisostomo: il nome 'zogatoi' può coesistere nel nizioleto con quello del Santo, adottando il sistema in uso in molte altre insegne dove il doppio nome è unito dalla parola 'già'. È un gesto che dà dignità ai veneziani delle generazioni dell’ultimo quarantennio del secolo scorso, quei veneziani che malgrado le difficoltà hanno resistito e sono ancora qui ad abitare in questa splendida e problematica città".

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