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Foto www.portanuova.eu

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Impresa innovativa, polo intermodale e fiera: ecco la Porta Nuova di San Donà

Il sindaco Cereser ha aggiornato la cittadinanza sull'avanzamento del vasto progetto, i cui cantieri sono già avviati da alcuni mesi. In programma la riqualificazione di alcune strutture e le nuove stazioni dei bus e del treno

Un insieme di cantieri aperti testimonia l'avvio dei lavori che porteranno alla nascita della "Porta Nuova" di San Donà di Piave, vasto e ambizioso progetto che ridefinisce e sviluppa un pezzo della città, con focus sull'impresa innovativa e sui trasporti. «È questo è il momento in cui la condizione storica ci chiede di osare - dice il sindaco Andrea Cereser - Di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di immaginare una condizione di città sostenibile, più verde, che sia capace di migliorare la qualità di vita delle persone e, soprattutto, di creare nuovi lavori». Su questo punto Cereser ha insistito: «Mi aspetto che qui si verificheranno condizioni favorevoli per far nascere non solo nuovi posti di lavoro ma anche mestieri innovativi, quelli che daranno da vivere alle future generazioni».

L'amministrazione ha dato un aggiornamento sullo stato di avanzamento del piano ieri, nel corso di un incontro online con la cittadinanza. Il primo cantiere, partito a ottobre scorso, riguarda uno degli elementi principali della trasformazione, ovvero quella che sarà la "Cantina dei talenti": fino agli anni Duemila è stata una cantina sociale, presto diverrà una sorta di incubatore dedicato all’innovazione, in particolare in termini di servizi ai cittadini e alle imprese. Parallelamente, la riqualificazione dell’edificio “ex Confrutta” permetterà di creare un padiglione destinato a eventi, mostre e fiere: un luogo che prenderà il nome di "Piazza della frutta".

A breve, tra fine aprile e inizio maggio, partiranno invece i lavori della nuova autostazione di Atvo, l'azienda del trasporto pubblico del Veneto orientale: «Un partner di valore, che investe diversi milioni di euro», ha sottolineato Cereser. E poi è in programma la nuova stazione ferroviaria, in capo a Rfi. Ne risulterà un polo intermodale ferro-gomma che, secondo il sindaco, «modificherà il modo di muoversi, migliorando le possibilità per i cittadini di spostarsi nell’area metropolitana e oltre». Andrà rivista anche la viabilità stradale, proprio per adeguarsi a queste esigenze. Una novità è il percorso di costruzione della progettazione con il metodo del “dialogo competitivo”, che permetterà ai potenziali investitori di co-progettare le attività per lo sviluppo del territorio, costruendo partnership pubblico-privato basate su obiettivi concreti.

Alla fine, come spiegato dal sindaco, ne risulterà «un’area dove le imprese locali disporranno di spazi per produrre, investire in ricerca e formazione, promuovere i propri prodotti e servizi», dove «i giovani e i lavoratori del territorio potranno formarsi, specializzarsi e sviluppare nuove iniziative imprenditoriali» e in cui «i cittadini potranno incontrarsi in spazi pubblici, aree dedicate a eventi espositivi, culturali e formativi e luoghi di aggregazione».

Tutto il progetto è cofinanziato dalla Città metropolitana attraverso i fondi nazionali assegnati con il bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie pubblicato nel 2016: a questo bando fa seguito il finanziamento del progetto “RE.MO.VE", REcupero periferie e MObilità sostenibile per la Città metropolitana di VEnezia. I cantieri di Porta Nuova dovrebbero essere conclusi per la fine del 2022.

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