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Costa in pressing per l'off-shore: "Il governo si muova, in ballo il futuro di Porto Marghera"

Il presidente dell'Autorità portuale lunedì è intervenuto alla tavola rotonda del comitato Vivere Venezia: "Si garantirebbero per 2 anni 1.600 posti di lavoro. Opera utile a tutto il territorio"

Il futuro del porto di Venezia: è questo il tema affrontato nell'incontro tra il Comitato Vivere Venezia e il professor Paolo Costa, presidente Autorità Portuale della città lagunare. "La realizzazione della nuova banchina off-shore destinata alle maxi navi potrebbe essere realizzata tra due anni e mezzo e avrebbe il vantaggio di creare nuovi posti di lavoro, oltre al fatto di rivitalizzare Marghera anche attraverso la rioccupazione di migliaia di lavoratori". È quanto ha affermato Costa, invitato al tavolo di confronto organizzato dal Comitato "Vivere Venezia" sul tema “Il porto e la rivitalizzazione socioeconomica di Venezia”.

"Attualmente - ha spiegato Costa - gli addetti occupati diretti in attività portuali e industriali connesse al porto all’industria nel Porto di Venezia sono 16mila. Con la realizzazione del nuovo sistema portuale offshore-onshore si potrebbero attivare nuovi posti di lavoro per circa 1.600 persone per almeno due anni". Costa ha confermato che i traffici di Venezia sono positivi nonostante la crisi economica. "Tuttavia a partire dal 2017 assisteremo a un nuovo ciclo produttivo dell’industria che sfrutta la vicinanza al mare, la ricchezza delle infrastrutture, la forza lavoro qualificata, la disponibilità di ampi spazi a terra, l’ottima logistica: Venezia da questo punto di vista ha tutte le carte in regola per diventare, assieme agli altri porti del Nord Adriatico, il gateway europeo privilegiato per i traffici da e per l’Oltre Suez. È una sfida che non possiamo perdere e alla quale dobbiamo arrivare preparati".

Ad oggi, però, i lavori sembrano lontani: il governo è fermo e attualmente indeciso: "Ci auguriamo - ha spiegato Daniele Minotto, vicedirettore dell’Associazione Veneziana Albergatori - che ci sia una programmazione ventennale sui lavori finalizzati allo sviluppo del Porto di Venezia. Dall’incontro con il professor Paolo Costa è emerso che allo stato attuale stiamo assistendo ad un vero e proprio stallo derivato da indecisioni del governo sullo sviluppo delle attività che, se realizzate, porterebbero ad una crescita del porto sia dal punto di vista crocieristico che mercantile. Ci auguriamo che questa situazione si sblocchi per permettere uno sviluppo anche dal punto di vista di presenze turistiche nelle strutture ricettive veneziane che supportano il turismo crocieristico».

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