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Torce del Cracking, riallineamento ancora in corso: "Saranno possibili nuove attivazioni"

Seguiranno le operazioni di avviamento alle normali condizioni operative. Le colonne di fumo, nel tardo pomeriggio di martedì, avevano fatto scattare l'allarme tra i cittadini

La preoccupazione, nel tardo pomeriggio di martedì, è stata molta, anche se la centrale della Municipale ha sempre assicurato che la situazione era sotto controllo. Ma molti sono stati i cittadini a chiedersi cosa fossero quelle colonne di fumo che si erano alzate improvvisamente in cielo. Ad accendersi erano state le torce di sicurezza dell'impianto CR1-3 del Petrolchimico di Porta Marghera, a causa di oscillazioni delle condizioni operative di un compressore.

I CITTADINI: "PREOCCUPATI, NON CAPIVAMO COSA STESSE ACCADENDO" - VIDEO

Il giorno dopo, la centrale operativa della polizia municipale ha reso noto che sono ancora in corso le operazioni di riallineamento e riavviamento dei sistemi di compressione del ciclo frigo propilene e ciclo frigo etilene dell’impianto. "A questa fase - si legge in nota - seguiranno le operazioni di riallineamento dell'impianto alle normali condizioni operative. I tecnici non escludono ulteriori attivazioni delle torce fino al raggiungimento del ripristino delle condizioni operative dell'impianto".

Nulla di preoccupante per la salute dei cittadini, aveva spiegato Arpav: "Si è visto lo sfiato perché all'inizio la torcia brucia in maniera disomogenea, prima che arrivi il vapore. Poi il fumo si dirada - dichiara il direttore dell'agenzia ambientale regionale, Loris Tomiato - i nostri tecnici sono sul posto per capire cosa sia accaduto. L'etilene e il propilene provengono dal ciclo di produzione della virgin nafta".

AFFERMA RICCARDO COLLETTI, FILCTEM CGIL VENEZIA: "Preoccupazione e allarme, di fronte all’ennesima fumata scura dalle fiaccole Porto Marghera, sono le prime reazioni spontanee della cittadinanza - afferma Riccardo Colletti, Filctem Cgil Venezia - che si interroga e cerca di comprendere perché saltuariamente accadano questi episodi. In un’epoca in cui tutto sembra sotto controllo, sicuro e monitorato. Premesso che ogni evento riguardante il cracking di Porto Marghera necessita di accurati sopralluoghi e verifiche per la comprensione di un’eventuale anomalia, quello di martedì è stato un malfunzionamento che ha richiesto la fermata dell’impianto di trasformazione di virgin nafta in etilene e propilene".

Come poi confermato anche dalla Municipale, "Un compressore sembra infatti non aver risposto ai comandi. Senza la pressione il processo di crackizzazione era a rischio, così come l'impianto. Quindi si è fermata la produzione deviandola direttamente nelle fiaccole".

"Va ricordato, a onor di cronaca - dice Colletti - che la società Versalis al ministero ha sottoscritto nel 2014 la chiusura dell’impianto di Porto Marghera, riacceso dopo qualche mese a fronte di una commessa di una società olandese, in tempi velocissimi, secondo noi, con una manutenzione sommaria. Teniamo presente che Eni per circa un anno ha cercato di vendere Versalis ad un fondo americano. E’ evidente che in questi periodi l’interesse a risparmiare è stato la priorità per la società. E il fatto che ora stiano montando le nuove caldaie. E il fatto che ora stiano montando le nuove caldaie e a settembre sia prevista la revisione ordinaria e straordinaria è importante perché l'impegno economico è comunque considerevole. Ma la frequenza con cui si manifestano queste anomalie ci preoccupa ed è per questo che chiediamo di anticipare la fermata per manutenzione".

E continua il segretario dei chimici: "La frequenza con cui si manifestano queste anomalie e fermate ci preoccupa ed è per questo che chiediamo di anticipare la fermata per manutenzione. Non possiamo dare spazi per interpretazioni a chi ha sempre voluto chiudere gli impianti a Venezia. Vogliamo evitare il ritorno alle contrapposizioni e preoccupazioni dei cittadini, oltre alla circolazione delle informazioni non vere. E il compito di obbligare Eni a investire non deve essere solo del sindacato. Perché la salute dei lavoratori e dei cittadini deve essere tutelata. Come il diritto al lavoro. Chiaro che quando vediamo le fiaccole in funzione siamo in presenza di un avvenimento visivo importante, ma bisogna dire altrettanto che, quando sono accese, il sistema di sicurezza sta funzionando adeguatamente. Anche se questo non significa che vada tutto bene. E’ interesse di tutti approfondire e rendere trasparenti i processi in corso, per evitare che ci siano strumentalizzazioni che avvantaggiano sempre e soltanto chi specula su questi avvenimenti, perché magari sulle aree di Porto Marghera ha altri obiettivi".

Per concludere infine, "Per noi l’industria è importante, va difesa e sostenuta, come la salute e la sicurezza. Quindi le istituzioni, Comune di Venezia e Regione Veneto, ci sostengano nel chiedere a Eni di anticipare la fermata per manutenzione del cracking e investire adeguatamente per far funzionare regolarmente il sistema. Ci interessano poco, come sindacato, gli interventi di Eni a sostegno di opere che nulla hanno a che fare con gli impianti chimici. Le sponsorizzazioni dell’Eni che fanno comodo a Comune e Regione, anche su opere pubbliche, sono per noi solo un’operazione di facciata, priva di senso di civiltà e interesse reale a mantenere industria e buoni posti di lavoro".

"Le condizioni meteorologiche durante l’evento di martedì - scrive l'Arpav - hanno fatto in modo che il pennacchio di fumo salisse molto in alto determinandone la dispersione e una scarsa ricaduta al suolo. I dati delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria (Malcontenta, Sacca Fisola- Venezia, via Beccaria Marghera, via Tagliamento - Mestre, Parco Bissuola - Mestre) sono stati analizzati dai tecnici che non hanno rilevato anomalie".

SUL MALFUNZIONAMENTO INTERVIENE IL PRESIDENTE DELLA MUNICIPALITA', GIANFRANCO BETTIN: "Il guasto che ieri ha provocato la fuoriuscita di alte fiamme e nuvole di fumo nero e denso dalle ciminiere Versalis, suscitando allarme e diffusa inquietudine in città, si è prodotto negli impianti che, da tempo, sono parte di un grande progetto di riconversione - scrive Gianfranco Bettin, presidente della Municipalità di Marghera -. Si tratta, probabilmente, del più importante progetto di riconversione a Porto Marghera da molti decenni. Ancora di recente, Eni ha confermato l’investimento di circa 50 milioni di euro, in grado sia di mettere definitivamente in sicurezza gli impianti sia, anzi soprattutto, per riconvertirli in chiave “bio” dando finalmente corpo a quella “chimica verde” vagheggiata da lustri e finora mai attuata. Le centinaia di lavoratori, tra occupati diretti e dell’indotto, la città intera, attendono dunque tale svolta, che darebbe certezze sul rispetto dell’ambiente e della salute e rilancerebbe, su livelli di eccellenza e di competitività assoluti, la presenza di una storica industria. 
Nell’anno del centenario della fondazione di Porto Marghera questo segnerebbe davvero l’ingresso in un’epoca nuova dell’industria. 
Nel frattempo, bisogna però pretendere il pieno rispetto delle regole, la continuità della manutenzione e della massa in sicurezza, l’accertamento trasparente – a cura di Arpav – della dinamica dei guasto e di ciò che davvero è finito nell’ambiente. Auspicando che sia l’ultima volta".

SCRIVE IL DEPUTATO DI ARTICOLO UNO, MICHELE MOGNATO: "L’episodio di martedì, con le attivazione delle torce dell’impianto del cracking di Versalis a porto Marghera, le cui colonne di fuoco e fumo erano visibili per molti chilometri, ricorda le preoccupazioni e gli allarmi generati da quelli dello scorso anno in una domenica di agosto e di una giornata di novembre.
Non è assolutamente possibile risparmiare sulla sicurezza e pertanto si rende  indispensabile l’avvio anticipato dell’intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabilimento magari non condizionandone i tempi all'andamento del prezzo del petrolio. Arpav ha dichiarato che i dati dell'aria non rilevano anomalie perché le condizioni meteorologiche hanno determinato dispersione e una scarsa ricaduta al suolo ma non possiamo affidarci alla situazione meteo. Dopo l’altalenante sorte dell’impianto di porto Marghera, è necessario che Eni garantisca sicurezza e produzione evitando che accadano altri episodi. Va verificato anche il progetto industriale che Eni si era assunta e che espressamente aveva indicato per porto Marghera processi di riconversione e produzioni per dare una prospettiva nuova al polo produttivo".

ARRIVATO IN SERATA IL COMUNICATO UFFICIALE ENI VERSALIS "Versalis informa che l’attivazione delle torce dello stabilimento a Porto Marghera (Venezia), avvenuta per ragioni di sicurezza ieri pomeriggio alle 17.30 è stata causata dal blocco del compressore ciclo frigo propilene. Il disservizio non ha comportato alcun pericolo per la popolazione. Nella fase iniziale le torce, la cui accensione testimonia il corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza dell’impianto petrolchimico, hanno generato una temporanea fumosità, dovuta al tempo tecnico di allineamento del sistema di eliminazione del fumo mediante l’immissione nelle torce di vapore, riallineate nel giro di circa 10 minuti. Le torce rimarranno attive in condizioni decrescenti fino al completamento delle operazioni di riavvio dell'impianto, previsto entro un paio di giorni. Versalis conferma che nella seconda decade di settembre è prevista una fermata generale già programmata per la manutenzione degli impianti, con investimenti per oltre venti milioni di euro, oltre agli investimenti previsti per il riassetto utilities e la realizzazione delle nuove caldaie a metano, mentre sono già avviati gli interventi per il potenziamento della logistica".
 
 

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