Cronaca

Porto off shore, non c'è l'accordo: i pescatori preparano le proteste

Proclamato lo stato di agitazione immediato dopo la mancata firma dell'intesa sul progetto. Prevista anche una manifestazione a Venezia nelle prossime settimane

Lega Pesca, Federcoopesca, Agci Agrital e Coldiretti Impresa Pesca del Veneto hanno proclamato lo stato di agitazione immediato dopo la mancata sottoscrizione del protocollo di intesa sulle modalità di realizzazione del terminal off shore al largo del Porto di Venezia, aggravata - sottolineano - "dal silenzio da parte dei soggetti proponenti il progetto che dura ormai da oltre dieci giorni".

"Dopo i tanti incontri fra tutti i soggetti coinvolti - spiegano in un comunicato le associazioni - si era finalmente arrivati a un testo condiviso. L'intesa includeva un piano di ricomposizione ambientale, produttiva ed economica, a dimostrazione di come i pescatori non siano contrari a priori all'infrastruttura. Quello che chiediamo è che vengano assicurate le dovute compensazioni per gli effetti che inevitabilmente deriveranno alla loro attività dalla realizzazione e gestione del porto off shore".

I pescatori, prosegue la nota, chiedono inoltre che sia definito "un piano integrato per la salvaguardia della fascia costiera". Prerequisiti, questi, che, evidenziano le stesse associazioni, il protocollo metteva nero su bianco. "Riteniamo imprescindibile e indispensabile - conclude la nota - che ci venga data una risposta subito. Fino ad allora proseguiremo con le nostre azioni e moltiplicheremo le attività di informazione e sensibilizzazione rivolte a tutti gli operatori del settore, anche attraverso l'organizzazione di assemblee nei vari territori". Lo stato di agitazione si concluderà con una manifestazione pacifica a Venezia che avrà luogo fra il 31 maggio e il 5 giugno.

(ANSA)

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