Venezia, rimandato il porto in mare aperto: collegamenti deboli e studi solo teorici

Contrariamente alle aspettative, l'Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha respinto il progetto dell'approdo offshore lagunare. Molti i punti da rivedere

Progetto bocciato. Come riporta il Gazzettino, infatti, l'Assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha rispedito al mittente il piano di lavoro sul porto offshore che l'Autorità portuale vuole costruire a 8 miglia dal Lido. Per un investimento da oltre 2 miliardi. Contrariamente alle attese, quindi, se si vorrà continuare con l'opera, saranno necessarie tutta una serie di modifiche e integrazioni.

Il primo problema riguarderebbe i collegamenti critici: la rete ferroviaria e la viabilità stradale, in primis. Per il trasporto delle merci finite, infatti, sarebbe necessario un potenziamento nella stazione di Marghera, dal momento che l'unico binario funzionerebbe a mo' di collo di bottiglia, rallentando anche il trasporto dei passeggeri. Anche per quanto riguarda le strade si renderebbero necessari dei potenziamenti, in quanto l'entità di traffico prevista andrebbe ad intasare le principali arterie del veneziano.

Le difficoltà segnalate dall'Assemblea riguardano anche la parte economica, in quanto non risulta indicata la procedura che si intende seguire per individuare gli investitori che si faranno carico della realizzazione della maggior parte degli interventi, che dovranno "scucire" oltre 1 miliardo di euro (sono 948 i milioni finanziati dallo Stato), nonché le tempistiche di realizzazione, che non rispetterebbero i requisiti imposti dalla legge.

E poi c'è la parte riguardante gli studi geotecnici, che si basano solo su dati teorici e non su prove concrete: si tratta di dati essenziali perché riguardano il fondale di 22 metri di profondità, dove saranno realizzate le dighe e le banchine. E, infine, un direttiva precisa. La diga foranea che proteggerà le banchine dalle onde e dal vento dovrà essere rivista, preferendo dei ripari fatti con cassoni, piuttosto che con una muraglia di massi: l'efficacia sarebbe maggiore, e il risparmio di almeno 750 milioni di euro (non certo "due bruscolini" su un totale di 2 miliardi di progetto).

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