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Porto off-shore: assemblea semi deserta e lavori rimandati

Si sarebbe dovuto discutere del porto offshore di Venezia per le grandi navi e le petroliere: l'assenteismo ha costretto però a rimandare il tutto.

L'aula semi deserta ha costretto il presidente di turno dell'assemblea veneta, Matteo Toscani (Lega) a prendere atto che non c'erano i numeri per discutere riguardo al porto off-shore di Venezia e dunque a dichiarare chiusa la seduta.

 Era in discussione la mozione “trasversale” proposta dal Pd, ma sottoscritta anche dai consiglieri veneziani del Ncd e dal leghista Andrea Bassi, a favore della costruzione della piattaforma d'altura di Venezia per consentire l'attracco anche alle grandi navi e petroliere così da garantire un futuro alla portualità veneta che occupa circa 16 mila addetti. Tuttavia il progressivo assottigliarsi del numero di consiglieri presenti e la mancanza di esponenti della Giunta hanno indotto il capogruppo della Lega Federico Caner a suggerire la chiusura dei lavori, nonostante le ripetute considerazioni sul valore strategico dell'opera e sulla necessità che la Giunta prenda una posizione chiara su un progetto che potrebbe ridare centralità internazionale non solo a Venezia, ma all'intera logistica veneta: se ne riparlerà nella prossima seduta del Consiglio regionale, probabilmente a dicembre.

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