Porto, 9 milioni per la continuità di Venice-Ro Port

Approvata la variazione della concessione alla società operante nel terminal di Fusina. Musolino: «È risultata necessaria per evitare danni economici per l’erario e l’interruzione delle attività»

Porto di Venezia, archivio

Approvato ieri, lunedì 20 gennaio, nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale, il riequilibrio del piano economico finanziario e la variazione del contenuto della concessione per la società privata Venice-Ro Port Mos che opera nel terminal di Fusina, le cui finanze risultavano in grave dissesto già dal 2018. 

Adriamos

«La nostra proposta ha ricevuto i pareri favorevoli del dipartimento interministeriale di programmazione economica e dell’avvocatura distrettuale dello Stato - ha dichiarato il presidente Pino Musolino - . Confermata l’utilità e la sostenibilità dell’operazione, risultata necessaria per evitare il rischio di gravi danni economici per l’erario oltre che l’interruzione delle attività. C’era il concreto rischio - dice il presidente dell'Aurorità portuale - che il mancato avvio dei lavori nella darsena sud a Fusina comportasse l’obbligo di restituire all’Unione Europea circa 7,9 milioni di euro afferenti al progetto Adriamos, di cui il terminalista aveva beneficiato per costruire la struttura operativa dal 2014 e considerata strategica di interesse nazionale».

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Il rischio

Il rifinanziamento consentirà anche di evitare l’alea di un’azione legale per risarcimento con rischio per un danno emergente di svariate decine di milioni di euro, oltre che la perdita del canone demaniale, quantificato sull’intera durata della concessione in oltre 40 milioni. «Un operatore finanziariamente sano – conclude il presidente Musolino – permetterà, inoltre, di mantenere un forte presidio nel comparto ro/ro-ro/pax, che è cresciuto a doppia cifra negli ultimi due anni, salvaguardando i posti di lavoro esistenti e permettendo la crescita dei traffici e il rilancio dell’occupazione».

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