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Porto di Venezia, archivio

Porto di Venezia, archivio

Il sistema portuale tiene in emergenza. Le navi battenti bandiera italiana «vanno accolte»

Lo stato dell'arte nel nordest in piena emergenza coronavirus. «Continua a essere garantito l'approvvigionamento di dispositivi e beni di prima necessità grazie al coordinamento»

Il sistema portuale veneziano in emergenza coronavirus, tiene. Lo hanno spiegato in videoconferenza, assieme al presidente dell'Autorità portuale Pino Musolino, Alessandro Becce amministratore delegato Vecon, Gianluca Palma, direttore ente zona industriale, Paolo Salvaro, presidente Confetra nordest, Alessandro Santi presidente Assoagenti Veneto, Gianni Satini presidente Veneto Fai (Federazione Autotrasportatori Italiani), Andrea Scarpa, presidente Assosped Venezia e vicepresidente nazionale Fedespedi.

Il protocollo sicurezza

L'importanza strategica degli scali del nordest, nonostante tutte le complicazioni del periodo, è dimostrata dalla garanzia degli approvvigionamenti dei dispositivi di sicurezza, delle apparecchiature e dei generi di prima necessità. Il protocollo sulla sicurezza del personale delle navi e di quello a terra è stato ripreso a livello nazionale, precisa Santi, dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e nonostante le difficoltà sono state perse una quindicina di toccate a marzo, un calo solo del 10% per i prodotti chimici e petroliferi. È una soddisfazione, affermano gli operatori, vedere che la merce che arriva, e sono i prodotti che servono per garantire la salute pubblica: mascherine, prodotti per l'energia, gil rano, le farine. 

Il coordinamento

«Se è in tempo di guerra che ci rendiamo conto della funzione industriale del porto, mi auguro sarà tenuto presente anche in futuro. Ma bisognerebbe che la logistica continuasse a lavorare in vista di una ripresa», dice Scarpa. Perché è difficile lavorare se in altre parti non si movimenta merce. Mancando il consumo a valle delle filiere e nel territorio, c’è mancanza di attività anche nell’autotrasporto e la produzione non viene smistata creando problemi legati allo svuotamento dei container sui piazzali e allo stoccaggio delle merci. Pilkington, ad esempio, ha portato al minimo tecnico i forni, in attesa di poter ripartire. Di sicuro, viene ribadito anche in questo ambito, «la crisi cambierà il modo di approcciarsi al lavoro e all’economia», dice Palma.  «Il nostro processo coinvolge una pluralità attori e nella criticità abbiamo fatto leva sul coordinamento: attività logistica, dogana, operatori, forze dell'ordine, ecc. Le maestranze hanno compreso bene l'emergenza, e l'atteggiamento mentale ha garantito l'impegno da parte di tutti, garantendo la continuità del servizio, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali e la gestione dell’Autorità portuale».

Crociere

Non attraccherà la nave Costa Victoria a Venezia, come era previsto per il 28 marzo, lo ha confermato Musolino. Arriverà in qualche porto del Tirreno, non giungerà in Adriatico, ma le navi battenti bandiera italiana vanno accolte, cioè le Costa principalmente, e anche in caso di presenza di casi covid deve essere data assistenza ai passeggeri. «Le navi che hanno avuto problemi sono state in numero limitato - ricordano gli operatori - di solito spostiamo 600 mila passeggeri al giorno, ma se vediamo i casi che sono stati riportati non sono drammatici. Cerchiamo di fare in modo che la comunicazione si corretta e dimensionata».

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