Crisi del Porto, tremano imprese e lavoro

Si teme per l'operatività dello scalo, le attività delle Compagnie e l'occupazione in piena emergenza Covid. Mancano ancora il rinnovo del protocollo fanghi, il piano morfologico e gli escavi dei canali portuali

Nave bulk carrier “Rita Br” a Chioggia, foto da sito Porto of Venice

«A Venezia si assiste al tentativo di bloccare l’attività di una Autorità che sta lavorando per la salvaguardia del porto e dei suoi operatori». Sulla mancata approvazione del bilancio 2019 del porto della città lagunare così è intervenuto il presidente dell'associazione nazionale compagnie imprese portuali (Ancip), Luca Grilli. I commenti vanno avanti da giovedì scorso, quando il presidente dell'Autorità portuale del mar Adriatico settentrionale, Pino Musolino, ha dato notizia della bocciatura in Comitato di gestione da parte dei rappresentanti della Città Metropolitana e della Regione Veneto, Fabrizio Giri e Maria Rosaria Campitelli. «Veti e sgambetti spesso a fini elettorali», dice Grilli. La preoccupazione investe imprese e lavoro. «In un momento di crisi gravissima, quando si cerca di uscire dalle difficoltà, non poter gestire la cosa pubblica con energia e prontezza è letale».

Il lavoro

La pensa così anche la sigla dei trasporti Filt della Cgil veneziana. «Difficile prevedere gli sviluppi di quanto accaduto, che riguarda tutta la portualità lagunare - scrive il segretario Valter Novembrini - Siamo dentro a una crisi con calo dei traffici e ripercussioni occupazionali: 2 imprese su 3 a Chioggia sono in cassa integrazione». Vtp (Venezia terminal passeggeri) è chiusa e lo sarà per molti mesi, ricorda la Cgil. Tutto l'indotto economico è in sofferenza. Anche le Compagnie portuali lo sono, mentre l'articolo 199 del decreto Rilancio che prevede sostegno al reddito dei lavoratori fermi per Covid non può essere messo in funzione finché il Porto non potrà agire sulle proprie leve economiche. «Queste sono le preoccupazioni, i temi su cui l'Autorità deve trovare la sua piena autorevolezza e operatività. Di questo vogliamo discutere e ci devono essere scelte straordinarie ma responsabili davanti a migliaia di lavoratori e centinaia di imprese». Rispetto a Musolino, afferma il sindacato: «Abbiamo accuratamente evitato prese di posizioni politiche quando sono riferite ai presidenti dell'Autorità portuale per non entrare nelle scelte previste per legge. Abbiamo, con tutti i presidenti i, tenuto un positivo rapporto di relazioni sindacali».

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