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Profughi: Portogruaro alza la voce contro il Prefetto e la Regione

Il sindaco Senatore con una lettera al premier Renzi denuncia la situazione dei 63 migranti. "La Regione non ha mai condiviso il piano di accoglienza"

Dopo i sussulti di Eraclea, ora anche Portogruaro alza la voce sulla questione dei migranti. Con una lettera del sindaco Maria Teresa Senatore, spedita tra gli altri al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al prefetto Domenico Cuttaia e al ministro degli Interni Angelino Alfano, oltre ai sindaci del Veneto e al Governatore regionale Luca Zaia, il primo cittadino della città del Lemene avrebbe denunciato la situazione, ammettendo che "l'amministrazione nel pomeriggio di sabato è venuta a conoscenza della presenza di 63 migranti casualmente".

Nessun piano nazionale di accoglienza dei migranti sarebbe stato condiviso dalla Regione Veneto secondo la Senatore, ed in questo modo il Comune si è ritrovato a dover affrontare un'emergenza senza avere i mezzi per farlo. Proprio sabato sera, dopo aver "scoperto" che i profughi ospitati nella palestra della scuola Luzzatto sono 63, alle 20.00 la giunta comunale si è riunita d'urgenza per elaborare un documento che chieda di verificare, tra le altre cose, l'agibilità della struttura "grazie al supporto degli organi di polizia e le competenti strutture tecniche dell'ulss 10 "Veneto Orientale".

La paura di atti vandalici inoltre è alta, anche a seguito delle proteste che si stanno estendendo dal nord al centro Italia. Il sindaco di Portogruaro ha così dichiarato che il Comune "si costituirà parte civile al verificarsi di eventuali episodi di violenza e microcriminalità riconducibili ai migranti".

Ad alzare la voce contro la disorganizzazione nella gestione dell'emergenza, è stata anche l'assessore, delegata alla sicurezza, Alessandra Zanutto, che ha ribadito come la situazione stia diventando ingovernabile e che nessuna comunicazioine sarebbe arrivata al Comune. Tutta la giunta ora teme che le tensioni possano sfociare in manifestazioni di violenza o atti vandalici, perciò, sempre nella lettera inviata alla più alte cariche dello stato, chiede che "venga garantita la tutela degli immobili dai danni eventualmente prodotti dai presenti" in modo tale da preservare anche la pavimentazione della palestra in vista dell'apertura dell'anno scolastico.

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