Code, burocrazia e scortesia: poste italiane bocciate dai consumatori

L'indagine di Adico in provincia di Venezia rivela una generale insoddifazione nei confronti dei servizi negli uffici postali. Ma ci sono anche delle note positive

È un rapporto complicato quello fra utenti del veneziano e uffici postali, questo quanto risulta da un'indagine svolta da Adico, associazione difesa consumatori, che ha interpellato i propri soci on line. L’indagine è scaturita dopo l’incontro fra associazioni dei consumatori e poste Italiane organizzato a Roma il 28 e il 29 ottobre scorsi.

Il questionario partiva dall’analisi delle principali problematiche denunciate dai consumatori-utenti veneziani su tutti i fronti. Una segnalazione su quattro riguarderebbe le utenze: doppie fatturazioni, conguagli stratosferici, bollette che non arrivano, errate domiciliazioni. Disagi a doppia cifra anche per quanto concerne le multe (10%) e il turismo (vacanze rovinate, voli saltati, pacchetti truffaldini per un totale del 12%). Il tram, invece, ha fatto lievitare i casi che ricadono sotto il settore dei trasporti e della viabilità (6%).

La ricerca si è poi focalizzata sui rapporti fra consumatori veneziani e poste Italiane. Un terzo del campione critica le code eccessive agli sportelli, uno su quattro contesta l’eccesiva burocrazia, fra moduli e incartamenti. Per il 16% del campione le poste sono diventate ormai un minimarket, con prodotti di ogni tipo e spesso fuori luogo. E l’8% degli intervistati definisce i dipendenti scortesi, in certi casi considerati come veri e propri procacciatori d’affari. Il 13% dei consumatori veneziani, infine, indica nei disservizi postali uno dei principali punti deboli delle Poste: corrispondenza in ritardo, pacchi rotti, domiciliazioni errate. Il 35% dei consumatori che si rivolge ad Adico denuncia problemi con Postepay per casi di addebiti fraudolenti sulle prepagate.

Fra i punti di forza della poste per i consumatori veneziani, la buona distribuzione degli uffici postali sul territorio provinciale (72%), l’innovazione tecnologica (10%) e il buon dialogo con le associazioni dei consumatori sulle tematiche non finanziarie (18%).

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