"Poste Italiane: Venezia, la storia dei francobolli per raccontare la grande guerra agli studenti"

La filatelia entra al liceo Benedetti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo: “Francobolli di guerra, Storie di colla e carta”, questo il titolo del percorso formativo per far conoscere ai più giovani la Grande Guerra attraverso la storia dei francobolli che si è svolto oggi nell’aula magna “Valeria Solesin” del Liceo scientifico Benedetti di Venezia e che ha coinvolto gli studenti delle classi quinta A e C. Durante la lezione, tenuta dai referenti di Poste Italiane con la collaborazione di alcuni docenti del liceo, è stato illustrato agli studenti la vita della società in quegli anni difficili, attraverso le emissioni filateliche degli Stati che parteciparono al conflitto e le lettere inviate dalle trincee. Tra gli esempi di “francobolli di guerra” quello emesso nel 1921 a tre anni dalla vittoria della battaglia di Vittorio Veneto. Una grande Vittoria Alata riempie il pezzettino di carta e sintetizza il sacrificio di migliaia di vite perdute nelle trincee. Quel messaggio, incollato su milioni di lettere, diventò per definizione la Vittoria con le sue storie da scoprire. In Italia ed in tutte le Nazioni, anche quelle non direttamente coinvolte, i francobolli costruirono la memoria e diventarono opere d’arte da ammirare come il francobollo realizzato dal grande artista Alphonse Mucha per le Poste cecoslovacche in occasione della dichiarazione di Indipendenza oppure quello del pittore Koloman Moser, esponente della Secessione viennese, per le Poste austriache a favore degli orfani di guerra. Ma quando si parla di francobollo si fa riferimento anche alle lettere che i militari scrivevano dal fronte. Miliardi di lettere che cucirono in una grande rete l’Italia grazie anche al lavoro di impiegati postali e portalettere. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento e almeno fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Posta militare collegò “corpi di spedizione e madrepatria”, rendendo meno doloroso il distacco da casa. Non ci fu evento bellico senza la presenza della lettera, spesso in prima linea. Lettere e francobolli oggi rappresentano il grande database della memoria, un enorme archivio storico sopravvissuto anche grazie al lavoro anonimo di tanti dipendenti postali".

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