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Poste Italiane

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Poste del Veneto in rivolta: "Ferie negate, vessazioni e toni arroganti. È sciopero"

Sabato astensione negli uffici di tutta la Regione dalle prestazioni aggiuntive e straordinarie degli sportelli, degli specialisti commerciali, e dei contact center del mercato Privati

Una vertenza che, agli occhi del sindacato dei Lavoratori delle Comunicazioni della Cgil Veneto, "ha oltrepassato i limiti della sopportabilità". Ecco perché, scrive la sigla, i dipendenti degli uffici postali di tutta la Regione incroceranno le braccia sabato, 31 marzo, per l'intero giorno.

Sciopero

L'astensione riguarderà le prestazioni aggiuntive e straordinarie per i settori Sportelleria, Specialisti Commerciali, Dup, Contact Center, di tutte le unità produttive Mercato Privati di Poste Italiane. Scrive Slc Cgil Veneto: "L'insopportabile insufficienza di personale si aggrava sempre di più: diventa ormai impraticabile perfino l’apertura degli uffici postali e l’attività quotidiana di 'routine'". A pagare maggiormente le spese della carenza di operatori sono gli uffici piccoli e piccolissimi, situati nelle zone più periferiche del territoro regionale, spiega il sindacato, e a peggiorare la situazione si aggiunge a volte un clima, all'interno delle filiali fatto di: "abuso di toni arroganti, irriguardosi, minacciosi. Pressioni e vessazioni".

Ferie e mansioni

"Viene negato l'accesso a ferie, permessi e diritti contrattuali - scrive Slc Cgil -. E aumentano stress e tensione a causa degli obiettivi commerciali prescritti, in violazione del “Protocollo d’Intesa in materia di Proposizione Commerciale” del 22 ottobre 2013. Vengono esercitate pressioni anche per la sostituzione dei direttori, vessando chi non è disponibile, non se la sente, o non è adeguatamente formato a svolgere quel ruolo, con passaggi di consegne irregolari e rischiosi".

Esodi

"Gli esodi incentivati effettuati, in assenza di turnover, sono finanziati da chi è rimasto - conclude il sindacato dei lavoratori delle Comunicazioni -. Non è evidentemente in discussione l’uso di tale strumento ma il suo abuso per tagliare i costi, e non per ringiovanire una categoria sempre più sotto pressione, con clienti imbufaliti e maneggio di denaro. Sparito ogni parametro per una decente quantificazione del fabbisogno di personale, ci attendiamo invece, per questa regione, da tempo trattata come la 'Cenerentola dell’azienda postale', a dispetto di risultati sempre eccellenti, i giusti riconoscimenti di recupero dell’organico necessario".


 

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