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Il costo dei posti barca era errato, il demanio chiede un conguaglio

Il magistrato delle Acque chiede altri soldi per le concessioni degli stalli acquei, ma il Pd veneto non ci sta e chiede aiuto al governo italiano

Posti acqua nella bufera a Venezia. “Il governo regionale intervenga su quello centrale per una drastica riduzione dei canoni arretrati per la concessione o l'occupazione di spazi appartenenti al Demanio marittimo dello Stato”. La richiesta è del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Lucio Tiozzo, che sulla questione ha presentato giovedì un'interrogazione rivolta alla Giunta.

RICHIESTE DEMANIALI - ''Lo scorso 14 giugno - scrive l'esponente democratico - il magistrato alle Acque di Venezia ha inviato una lettera ai circa 2.800 cittadini residenti nei Comuni della gronda lagunare, per la maggior parte proprietari di imbarcazioni tipiche da diporto di piccole dimensioni, che hanno richiesto e ottenuto il rilascio di una concessione di spazio acqueo lungo le rive dei canali. Con questa comunicazione il magistrato ha annunciato che l'importo dei canoni calcolati dall'agenzia del Demanio e corrisposti negli anni precedenti dai singoli concessionari non era corretto, chiedendo dunque un conguaglio''. Il capogruppo del Pd evidenzia come ''il concessionario-tipo dovrà affrontare un ulteriore esborso di qualche migliaio di euro, a seconda dell'anno in cui ha ottenuto la concessione. Tutto questo con un versamento da effettuare entro 120 giorni dalla data della spedizione della lettera stessa (ovvero il prossimo 14 ottobre) pena la revoca della concessione e l'iscrizione a ruolo del debito''.

TROPPO SEVERI - Secondo Tiozzo ''le richieste avanzate dal magistrato, al di là della loro effettiva legittimità, sono eccessivamente punitive nei confronti dei concessionari, che hanno pagato ciò che è stato loro richiesto negli anni e non tengono invece conto del fatto che per ben 24 anni la disapplicazione delle norme è stata responsabilità degli uffici della pubblica amministrazione preposti alla quantificazione e alla riscossione del canone''. Di qui la richiesta di Tiozzo per un intervento della Giunta regionale presso il governo ''per evitare un salasso davvero ingiusto''.

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