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Arretrati sui canoni dei posti barca, Confartigianato alla "resistenza"

I canoni erano stati calcolati male e ora si chiede un arretrato di ben 26 anni. Ma i veneziani non ci stanno e adesso si preparano alla guerra

I canoni dei posti acqua erano stati calcolati male, al ribasso, e ora il Demanio chiede gli arretrati. A partire dal 1989. La vicenda è ormai ben nota in tutta la laguna e da qualche mese, ovvero da quando nella cassetta delle lettere di tutti interessati è arrivata la comunicazione del magistrato della Acque, ma nessuno l'ha ancora digerita. Anche perchè per qualcuno si parla di migliaia di euro da versare.

L'INCONTRO – 26 anni di arretrati sono moltissimi da pagare, e se la colpa è delle stesse persone che chiedono i soldi è facile capire perché tanta rabbia. Come riporta il Gazzettino, quindi, qualche giorno fa i veneziani hanno deciso di organizzarsi. L'appuntamento è stato in sala San Leonardo, organizzato da Confartigianato Venezia, e lo scopo era uno solo: capire come “resistere” alle richieste di pagamento. In realtà i tempi e gli errori non sono poi le uniche cose contestate al Demanio: suscita parecchio malcontento anche il fatto che la concessione demaniale è di 100 metri quadrati per qualsiasi posto barca, quindi chi ha un sandolo o un caccia-pesca paga come chi ha uno yacht. Il magistrato delle Acque sembra comunque voler andare incontro a tutti, concedendo la rateizzazione del pagamento, ma per alcuni non basta e due avvocati sono già stati incaricati di prendere in mano il caso.

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