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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Noale / Strada Provinciale Mestrina

Cosmo Ambiente vuole "allargarsi" ai rifiuti speciali, cittadini in trincea

Il comitato Ambiente Sicuro invierà una lettera di diffida ai Comuni di Salzano e Noale e alla Regione per conoscere le carte sul progetto di espansione dell'impianto di trattamento dei rifiuti

Il Comitato Ambiente Sicuro, che riunisce un centinaio di famiglie di Salzano, ha chiesto aiuto ad Adico, Associazione Difesa Consumatori, per far pressione sugli enti locali veneziani e ottenere maggiori informazioni sul progetto di adeguamento dell’impianto al confine tra Noale e Salzano di Cosmo Ambiente, che ha chiesto l'autorizzazione alla Regione per lo stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali pericolosi. I residenti in particolare chiedono l’accesso a tutta la documentazione e soprattutto la convocazione dell’inchiesta pubblica prima che si riunisca la commissione regionale VIA, che esprimerà il parere sulla Valutazione di impatto ambientale: questa e altre richieste sono state oggetto di una lettera di diffida che l’ufficio legale di Adico sta per inviare a Comune di Salzano e Noale, Provincia di Venezia e Regione Veneto.

«La Cosmo opera in via Mestrina a Noale, al confine con il territorio di Salzano, da oltre 10 anni, e già la cittadinanza si era attivata per la preoccupazione e i disagi derivanti dall’espansione delle attività dell’azienda - spiega il presidente del Comitato Ambiente Sicuro, Giovanni Tonello – ora che a maggior ragione ci troviamo di fronte a un progetto che potrebbe essere ancora più impattante, chiediamo la massima trasparenza e informazioni tempestive prima che le decisioni siano state prese così che tutti possano essere coscienti di ciò che accade intorno, spronando gli amministratori a sostenere e tutelare il bene e la salute dei cittadini».


L’azienda ha sede in una fascia di territorio a vincolo ambientale per la presenza del fiume Marzenego, a ridosso delle abitazioni. Ora la richiesta da parte di Cosmo Ambiente di ampliare le attività (con la previsione di stoccare 21.500 tonnellate di rifiuti tra cui 9.100 contenenti sostanze pericolose tra i quali amianto, ceneri pesanti, fanghi di lavorazione, batterie, acidi, isolanti costituiti da sostanze pericolose) ha nuovamente messo in movimento i cittadini. Lo scorso luglio l'Ulss 13 avrebbe negato il parere favorevole al progetto e in particolar modo all'adeguamento dei locali per la vagliatura dei materiali contenenti amianto.

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