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"Ci prendiamo Poveglia", veneziani vogliono che rimanga "di tutti"

Il demanio si vuole sbarazzare dell'isola dove sorgeva il sanatorio. Ci sarà un'asta telematica: l'idea di dar vita a un azionariato popolare

Non vogliono un altro albergo. Vogliono che Poveglia rimanga in mano ai cittadini. Anzi, in un certo senso "sia" dei cittadini. Proprio così. Continua a raccogliere proseliti l'idea di azionariato popolare che l'associazione "Poveglia per tutti", anche grazie alla propria pagina Facebook, sta portando avanti con varie assemblee in centro storico.

Accade infatti che il demanio voglia "disfarsi" di diverse proprietà in tutta Italia. Anche nel nordest. Tra queste pure il piccolo gioiello in mezzo alla laguna che un tempo vedeva sorgere un sanatorio. Un'isola disabitata, ma con tutte le infrastrutture in regola. Con un destino che fino a qualche giorno fa sembrava segnato: finire nelle mani del privato di turno per farci i propri interessi. I promotori dell'azionariato, invece, vogliono cercare l'exploit, "strappando" nell'asta telematica il "pass" per la fase successiva, quando entreranno in gioco anche i rilanci. Tutto su base telematica.

La chiusura della gara d'asta sarà il 6 maggio, come ha spiegato anche il direttore responsabile del patrimonio immobiliare dello Stato, Stefano Maranga, giovedì mattina a Mestre per spiegare l'operazione tra Friuli, Trentino e Veneto. Le prime cinque offerte, poi, passeranno allo step successivo. E chi alla fine vincerà avrà una concessione di 99 anni sull'isola. Attraverso l'acquisto di un'azione da 99 euro, dunque, per ora si può ancora sognare di diventare proprietari di un piccolo pezzettino dell'isola di Poveglia.

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