Prefabbricati a Conetta? Riunione istruttoria a Roma: "I tempi potrebbero essere veloci"

Il sindaco Panfilio: "Pesa l'assenza di politici della Regione all'incontro al Ministero. L'ultima parola alla Presidenza del Consiglio. La Prefettura: "Non sono strutture permanenti"

Sul tavolo a Roma tutti hanno mostrato le proprie carte, ma ad avere l'ultima parola sarà la Presidenza del Consiglio dei ministri. Martedì è andata in scena la riunione istruttoria convocata dal Ministero dell'Interno per discutere del possibile arrivo dei prefabbricati all'interno dell'ex base Nato di Conetta, dove ora sono ospitati poco più di 700 richiedenti asilo (ma si sono raggiunti picchi superiori ai 1.500).

"Manca il sostegno politico della Regione"

Se le parti interessate hanno ribadito la propria posizione al riguardo, a far discutere non sono le connotazioni "tecniche" del faccia a faccia: "Non era presente alcun esponente politico della Regione - attacca il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, che si è invece recato personalmente a Roma - così facendo non ha portato sostegno alla causa. A questo punto tutto è in mano alla Presidenza del Consiglio, attendiamo l'esito della procedura".

Comune contrario

All'incontro convocato dal Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri erano stati convocati, oltre a Comune di Cona e Palazzo Balbi, anche il ministero dell'Interno, la Prefettura di Venezia, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e l'Ulss 3 "Serenissima". Scontato il "no" ai prefabbricati del sindaco Panfilio, che ha confermato la sua contrarietà in ordine sia per la mancata conformità al piano urbanistico vigente, sia per il fatto che i prefabbricati potrebbero essere sinonimo di "stabilità". Ed è proprio ciò che l'amministrazione comunale di Cona non vuole. Un giudizio cui si è accodata la Regione, che però non avrebbe messo nero su bianco un proprio parere come richiesto dai tecnici del ministero.

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Prefettura favorevole ai prefabbricati

Dall'altra parte della barricata la Prefettura di Venezia, la quale ha sottolineato che l'arrivo dei prefabbricati garantirebbe un miglioramento delle condizioni di vita dei migranti ospitati e, soprattutto, che le casette non sarebbero qualcosa di stabile. "Tutto sarà rimosso nel momento in cui non servirà più", è stato spiegato. Le decisioni potrebbero essere piuttosto celeri: una volta acquisite dal Dipartimento tutte le dichiarazioni delle parti in causa, saranno acquisite altre informazioni dai ministeri interessati per poi avviare un confronto con le commissioni interparlamentari competenti. Dopodiché le carte finiranno sulla scrivania della Presidenza del Consiglio dei ministri, che deciderà il da farsi. 
 

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