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Presunti terroristi, dopo gli arresti stretta sulla sicurezza: "Telecamere e aiuto dei cittadini"

Mercoledì riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Il prefetto Boffi: "La tecnologia ci darà una mano, ma anche i controlli di vicinato. Prevenzione? Si attua con la solidarietà"

In arrivo un’altra stretta nei controlli di sicurezza nei luoghi sensibili di Venezia, dopo che l'asticella era stata comunque elevata in seguito alla tentata rapina di piazza San Marco. Mercoledì mattina è previsto un Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in prefettura. La riunione giunge a quasi una settimana dagli arresti dei 4 cittadini kosovari accusati di attività terroristica. Una cellula jihadista in pieno centro storico che aveva messo gli occhi su Rialto per un possibile attentato. Le forze dell'ordine sono arrivate prima, per fortuna.

Con l'avvicinarsi della Pasqua e della stagione turistica, però, come tenere sotto controllo in modo sempre più capillare i punti più frequentati di Venezia? Secondo il prefetto Carlo Boffi, d'aiuto sarà anche la tecnologia: "La videosorveglianza ha fatto passi da gigante - ha dichiarato - rispetto a 20 anni fa è tutto un'altro mondo. Poi c'è il controllo di vicinato, che sta funzionando. E' l'evoluzione delle piccole comunità dei secoli addietro, in cui c'era condivisione di informazioni e notizie. Così deve accadere ancora".

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E' possibile che dalla riunione di mercoledì si decida di piazzare ulteriori telecamere, di certo il contingente di forze dell'ordine sarà aumentato a Venezia, come accade ogni anno. Non solo in ottica antiterrorismo, ma anche per combattere abusivismo e microcriminalità. Nella consapevolezza che la città ha reagito al meglio dopo gli arresti: "Viviamo in una società in cui i rischi ci sono, ma dove tutti fanno il loro dovere - ha dichiarato Boffi - chiudersi è la cosa peggiore che si possa fare. Non ci sono state né reazioni di paura, né aggressioni nei confronti di persone di diversa etnia. Abbiamo dimostrato di essere un popolo civile, proprio ciò che mi aspettavo. Esalterei la capacità degli inquirenti di prevenire - continua - Noi abbiamo visto nei recenti attentati che i mezzi utilizzati sono stati estremamente facili da acquisire. Coltelli, pistole e camion. Non ci vuole niente nel passare dall'ideazione all'attuazione dell'attentato. Il compito del sistema di sicurezza è di arrivare al momento giusto, prevenendo eventuali derive".

La ricetta è semplice, secondo il titolare di Ca' Corner: "Venezia è la città più bella del mondo, un simbolo dell'occidente - spiega il prefetto - La prevenzione la si attua anche con l'umanità e la solidarietà, che portano all'integrazione. In Italia non ci sono le banlieu, nemmeno Molenbeek. Noi italiani abbiamo un senso di umanità che non ci fa considerare nemici. E' ovvio che il pazzo e il maniaco lo si può trovare sempre, però nel momento in cui viene isolato anche dal suo mondo, è più facile da individuare. Abbiamo le prove - conclude - che chi cercava proseliti qui si è trovato la strada sbarrata. Perché qui non c'è rancore diffuso verso la nostra comunità" 
 

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