Nuovo appello ai Comuni: "Ognuno accolga la sua quota di profughi"

Il Prefetto scrive ai sindaci del Veneziano, rivolgendosi a chi finora non ha dato disponibilità. Vietata la manifestazione degli skinhead a Eraclea

Profughi, il Prefetto di Venezia Domenico Cuttaia scrive ai sindaci e invita nuovamente a ospitare, segnalando la "disomogenea ripartizione dei migranti accolti nei diversi territori comunali". Nella lettera si invitano le amministrazioni che finora non sono state impegnate nell'ospitalità a "ricercare soluzioni alloggiative in maniera da riequilibrare la suddetta ripartizione".

Cuttaia annuncia che deve "urgentemente provvedere alla sistemazione dei migranti che il ministero dell'Interno avvia nel territorio veneto per il completamento della quota assegnata". Pertanto avverte che nei prossimi giorni ci saranno dei sopralluoghi in aree demaniali già individuate "su cui posizionare moduli abitativi, sulla falsariga della soluzione che si sta attuando ad Eraclea". Il prefetto comunica inoltre di aver disposto una intensificazione dei servizi di vigilanza da parte delle forze dell'ordine soprattutto in ambito stradale e autostradale, oltre che ferroviario e aeroportuale, con lo scopo di individuare presenze irregolari di cittadini stranieri o di malfattori che illegalmente trasportano migranti. Si vogliono evitare nuovi casi come quello avvenuto nei giorni scorsi a Ceggia, dove 30 persone sono state scaricate da un camion in autostrada (DETTAGLI).

Su 43 Comuni del veneziano solo sette (Chioggia, Cona, Eraclea, Jesolo, Musile di Piave, San Michele al Tagliamento e Venezia) hanno avuto in carico un numero superiore a quello previsto dalla ripartizione, altri quattro (Martellago, Meolo, Salzano e Spinea) pur avendo ospitato migranti sono ancora sotto alle quote indicate, mentre tutti gli altri sono stati finora indisponibili.

È Eraclea, al momento, a ospitare il maggior numero di migranti. Proprio nella località balneare era prevista per sabato una manifestazione di protesta organizzata dall'estrema destra: ora però arriva il divieto da parte della questura di Venezia. Il Fronte Skinheads avrebbe pubblicizzato l'iniziativa nei social network, fissando l'appuntamento per le 15, ma non ha informato, come previsto dalla legge, la questura lagunare. Quest'ultima, appresa la notizia, ha voluto rendere noto che non autorizza la manifestazione, ricordando che chi contravviene va incontro ad una denuncia penale.

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