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Campione di saliva per banca dati del DNA: sarà su un ladro in arresto la "prima volta"

La pratica è già in uso in vari centri specializzati del Paese, ma per Venezia sarà il "caso 0": tutto pronto per il nuovo metodo di identificazione del patrimonio genetico

Il suo era stato un reato comune, uno dei tanti tentativi di furto che i negozi denunciano con cadenza pressochè quotidiana.

A fronte di una certa "banalità" sta però una novità nel campo della tecnologia applicata alla sicurezza: è stato disposto infatti che per T.L, il 26enne tunisino che appena ieri era stato arrestato dai Carabinieri, accorsi in un centro Oviesse del Lido dopo la chiamata dei commessi, si proceda al prelievo della saliva.

Il ladro sarà il primo criminale, nella provincia di Venezia, a cui verrà prelevato un campione di saliva, da inserire nella banca dati nazionale di catagolazione del DNA prevista dal Ministero degli Interni. Dopo le impronte digitali e il riconoscimento oculare quello del prelievo di saliva si prepara ad essere l'utimo, ma non per importanza, metodo di identificazione, con la speranza che possa aiutare a prevenire la criminalità.

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