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Il patriarca Moraglia e Ken Loach (©TM News Infophoto)

Il patriarca Moraglia e Ken Loach (©TM News Infophoto)

Il "diavolo e l'acqua santa", il patriarca premia il regista "rosso" Ken Loach

Francesco Moraglia stamattina ha consegnato il premio Bresson all'artista inglese che si è sempre contraddistinto per le sue pellicole sociali: "Il cinema deve mettere l'uomo in centro"

"Il cinema è una benedizione". Lo afferma chiaramente il patriarca Francesco Moraglia, intervenuto stamattina all'Hotel Excelsior per la premiazione del regista inglese Ken Loach. Il "diavolo e l'acqua santa", li ha definiti qualcuno. Ma quando il cinema sposta l'occhio della cinepresa in basso, verso gli "ultimi", ecco che un regista "rosso" può essere scelto dal Vaticano per il premio Bresson.

 

Uno accanto all'altro, Moraglia (la sua prima volta alla Mostra del Cinema) e Loach. A dispetto delle rispettive "professioni" il fulcro dei loro discorsi sono stati simili: "Viviamo in un'epoca che avvantaggia chi ha successo", dichiara Moraglia. "Abbiamo perso il senso della comunità", sottolinea il regista. D'altronde la dottrina sociale della chiesa ha sempre professato di interessarsi agli "ultimi", le stesse persone che ha ritratto nei suoi film Ken Loach da cinquant'anni a questa parte.

 

La crisi sta stritolando le aziende di Porto Marghera, la precarietà il futuro dei giovani. Problemi "veneziani", ma anche italiani. Problemi che superano i confini, diventano europei. "I vostri problemi sono anche i nostri", spiega Ken Loach. Ma la speranza lui la vede, la trova nei lavoratori: "Qualcosa cambierà - dichiara - il problema non è quando, ma come. Anche se il cinema in tutto questo ormai può poco. E' una voce in un poderoso coro. Si perde nella folla. A volte però quando sento Clint Eastwood parlare sono contento che non sia così importante - scherza - altrimenti saremmo tutti con la pistola nella fondina".

Argomenti "internazionali", certo. Che però vengono declinati in salsa venezia grazie alla Mostra del Cinema. "Non è un caso che dopo quindici anni di evasione i registi siano tornati alla realtà in questo festival - spiega il direttore della kermesse Alberto Barbera - ora si parla della crisi più che in ogni altra edizione". Il patriarca concorda: "Il cinema deve mettere l'uomo al centro". Quasi facendo da "contraltare" a Loach sottolinea: "Il cinema deve posare lo sguardo sugli ultimi della vita. Deve mettere l'uomo al centro. Se fa questo dimostra che c'è possibilità di riscatto, segnando la via".

 

MOSTRA DEL CINEMA: I FILM IN PROGRAMMA IL 4 SETTEMBRE
 

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