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Cronaca Tessera / Ca' Noghera

Non si fermano le proteste al Casinò: lavoratori in presidio a Ca' Noghera

La privatizzazione della gestione della Casa da gioco lagunare non piace ai dipendenti, che temono per il posto. Oggi dalle 18 questa iniziativa per spiegare ai clienti la loro situazione

Dopo sei giorni di sciopero le sedi del Casinò di Venezia hanno riaperto i battenti. Ma le iniziative dei lavoratori per sottolineare il proprio dissenso rispetto alla prospettata privatizzazione della gestione della Casa da gioco continuano. Oggi, infatti, i dipendenti daranno vita dalle 18 alle 22 a un presidio a Ca' Noghera per spiegare ai clienti la situazione di "limbo" in cui si trovano.

Dall'altra parte della barricata Ca' Farsetti, con il sindaco Giorgio Orsoni in primis, ha già dichiarato la volontà di aprire ai privati. I trasferimenti sempre più limitati provenienti dal Casinò, infatti, si aggiungono ai ben noti problemi di bilancio delle casse comunali veneziane alle prese con il patto di stabilità.


Se il Consiglio comunale darà il suo benestare, a breve verrà dato avvio a una gara pubblica per la scelta del nuovo gestore per trent'anni, in cambio del pagamento di un canone annuale per la concessione (25-30 milioni), e di un grosso stanziamento iniziale (400-450 milioni) con cui Ca' Farsetti cancellerebbe i propri debiti, risparmiando circa 40 milioni di euro di mutui all'anno.

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