Cronaca Santa Maria di Sala / Via Tabina

Speedline, presidio nel giorno dell'Immacolata fuori dai cancelli al freddo

In pericolo anche la ditta dell'indotto Antares srl: «Ci batteremo insieme». Albanese (Rsu Fim Cisl): «Giovedì sciopero di 8 ore al reparto verniciatura, ma il presidio ai cancelli h24 rimane». C'è bisogno di generi di conforto, caffè e bevande calde. Appello alla solidarietà. Zampieri (Rsu Fiom Cgil): «Lo scopo è durare un minuto in più di Ronal»

Fuori al freddo nel giorno dell'Immacolata a presidiare il cancello sul retro della Speedline di Santa Maria di Sala. La lotta dei 600 lavoratori per salvare la ditta che, hanno fatto sapere dalla multinazionale Svizzera, chiuderà a Tabina (Santa Maria di Sala) per spostarsi all'estero fra un anno, non si è fermata neanche in questo giorno di festa. Loro erano lì, una quarantina di operai verso mezzogiorno. Cappucci in testa contro il freddo, ombrelli aperti per ripararsi dalla pioggia. Da lì non si muoverà nessuno, dicono. «Stiamo evitando che possa uscire materiale finito. Domani sciopererà per 8 ore il reparto verniciatura - afferma Gianpaolo Albanese, Rsu Fim Cisl - Vogliamo che le astensioni siano mirate e non sfibranti per i lavoratori, visto che prevediamo una vertenza lunga e abbiamo la necessità di lavorare. Un punto fermo è però che il cancello di uscita dei prodotti finiti verrà presidiato 24 ore su 24, qui dove i camion caricano per portare fuori il materiale per la consegna. Nessuno stampo, niente che serva alla controparte Ronal uscirà per avvantaggiarla, perchè il gruppo svizzero sta facendo nei nostri confronti un'operazione inaccettabile».

Gli avvocati sono venuti qui lunedì e hanno detto che è intenzione di Ronal Group chiudere entro un anno a Tabina. «Noi non riusciamo ad avere alcun contatto con loro - prosegue Albanese - e restiamo qui a lottare e a cercare di muovere il mondo per tenere in vita questo stabilimento. Sappiamo che l'automotive è in crisi da tempo, sapevamo che il bilancio non era florido però non siamo gli unici del gruppo ad essere in difficoltà per la crisi dell'auto, c'è crisi anche in Europa. C'è un altro stabilimento piccolo a Mestrino (Padova) con 40 addetti e ci sono gli uffici a Brescia, per il resto la produzione è solo qui a Santa Maria di Sala, dove la chiusura non era assolutamente prevedibile. Ora dicono che se non ci tagliano ne rimetterà tutto il gruppo, con oltre 7 mila dipendenti. Ma è solo un paio d'anni che andiamo male. Sembra un accanimento contro il sito italiano. Non ci spieghiamo una manovra così subdola».

«Veniamo da Padova, da Treviso, da tutti i Comuni del Veneziano. Io sono qui da 36 anni, c'è chi è qui da 30, da 20. E comunque fino a qualche mese fa qui dentro hanno continuato ad assumere con contratti a termine. Ora restiamo qui a proteggere il nostro posto. Lo scopo è durare un minuto in più di Ronal - commenta Andrea Zampieri, delegato Fiom Cgil -. Gli svizzeri li abbiamo già mandati via una volta. La nostra idea è che gli assett di produzione restino qui con tutti i dipendenti, e che tutti i lavoratori restino. Niente è escluso, neppure la rilevazione della sede ma ora per uscire dalla crisi si trovino gli strumenti adatti, eventualmente gli ammortizzatori sociali. Quello che hanno fatto, annunciare la chiusura in 9-12 mesi, non ce l'aspettavamo proprio». «In questo territorio hanno chiuso la Piarottolegno, il centro Tom, e in cassa integrazione sono i lavoratori della Safilo. Si è già sofferto abbastanza», commenta un lavoratore Speedline. «Metteremo un gazebo, ci stiamo organizzando però è chiaro che se arriva qualcosa di caldo è ben accetto». Servono generi di conforto, bevande calde per sopportare il freddo per tante ore davanti al cancello. La solidarietà qui è benvenuta ed è ricambiata con l'accoglienza da parte dei dipendenti della Speedline. «Tutti ci hanno assicurato il massimo aiuto per portare il problema al governo».

«Dopo il fulmine a ciel sereno di giovedì, quando abbiamo appreso dalle dichiarazioni del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro la volontà del gruppo Ronal (che controlla la Speedline srl) di dismettere l’attività nel sito di Tabina, è arrivata la conferma. Per i lavoratori di Antares srl, una delle aziende dell’indotto create dall’esternalizzazione delle fasi di sbavatura e carteggiatura, la delocalizzazione di Speedline significherebbe la sicura disoccupazione visto che l’azienda subfornitrice lavora in condizione di monocommittenza - scrivono Fiom Cgil e Adl Cobas - Siamo molto preoccupati per il futuro, anche quello più prossimo, ma non non rassegnati ad accettare questa scelta che certamente si colloca nel contesto della crisi del settore dell’automotive, e che però è frutto della ricerca di abbassare, ulteriormente, i costi del lavoro. Ci uniamo alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici di Speedline, parteciperemo a tutte le iniziative sindacali che verranno messe in campo per far cambiare idea al gruppo Ronal. Chiediamo alla Rsu Speedline di coinvolgerci negli incontri istituzionali e nelle trattative. Non ci diamo per vinti, ci batteremo con voi».

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