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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca Noventa di Piave / Via Alessandro Volta

Noventa di Piave, gli studenti protestano contro le morti in fabbrica

Martedì pomeriggio oltre 200 attivisti da Venezia, Padova, Vicenza, Schio e Trento in presidio davanti alla Bc Service, azienda in cui venerdì ha perso la vita Giuliano De Seta

«In tanti siamo andati alla sede della Bc Service, azienda in cui venerdì è morto Giuliano De Seta, uno studente di 18 anni, uno di noi, durante le ore di Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento). Abbiamo visto morire i nostri compagni di scuola l’anno scorso, Lorenzo e Giuseppe, abbiamo visto quanto il sistema scolastico si faccia complice di un mondo di sfruttamento e morte. Abbiamo portato le nostre voci in piazza, nelle occupazioni e in ogni iniziativa. Adesso siamo venuti a portare la nostra rabbia». Il coordinamento Studenti Medi, con oltre 200 attivisti da Venezia, Padova, Vicenza, Schio e Trento, ha denunciato ieri a Noventa di Piave «un modello di sfruttamento», responsabile, afferma, della terza morte avvenuta durante l'alternanza scuola lavoro, in 8 mesi, quella dello studente di Ceggia dell'ultimo anno di Itis a Portogruaro, che ha perso la vita 5 giorni fa.

«Siamo scesi in piazza anche al fianco del sindacato Adl Cobas e di tanti lavoratori che ogni giorno si trovano nelle stesse condizioni di sicurezza che anche Lorenzo, Giuseppe e Giuliano hanno vissuto, ma che sono ancora più invisibilizzati - affermano gli studenti Medi, che hanno scandito parole dure negli slogan e nei cartelli contro l'alternanza scuola-lavoro. Li hanno esposti davanti al cancello sigillato della fabbrica sotto sequestro, in via Volta, tracciando scritte con la vernice rossa di alcune bombolette spray: «Assassini, basta sfruttamenti», «Stop Pcto».

«Dopo 3 morti in 8 mesi non potevamo accettare che ancora qualcuno non volesse ascoltarci - continuano - Allora abbiamo deciso di lasciare le nostre parole indelebili proprio davanti all’azienda che è colpevole dell’omicidio di Giuliano. Oggi abbiamo fatto un presidio ma continueremo a far sentire le nostre parole e le nostre rivendicazioni. Le porteremo nelle piazze delle nostre città il 23 settembre allo sciopero globale per il clima, insieme a Fridays For Future che era con noi oggi, per andare contro a un sistema che ci sfrutta e fa morire e ogni giorno sfrutta e devasta territori e corpi in tutto il pianeta».

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