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Ricatto hard a un prete del Miranese: "O paghi, o dico tutto al vescovo"

Martedì l'estorsore è finito in manette grazie a una trappola dei carabinieri, cui si è rivolto il religioso, già vittima di un caso simile in passato in cui le accuse si rivelarono inventate

Non era la prima volta che il prete di una parrocchia del Miranese rimaneva vittima di un'estorsione per "frequentazioni sessuali". Nel primo caso, anni fa, un cittadino di origine napoletana aveva confessato di essersi inventato tutto per far soldi. Niente di niente, solo la volontà di mettere con le spalle al muro il prelato con accuse infamanti. Il prete, anche se i fatti non erano mai accaduti, aveva pagato 10mila euro per non sporcare la propria immagine di fronte alla comunità. Ora lo stesso religioso è rimasto vittima di un episodio simile, anche stavolta, però, ha raccontato tutto ai carabinieri, che hanno teso una trappola al ricattatore che dal 2010 teneva in scacco la sua vittima.

L'aguzzino, un cittadino kosovaro sulla quarantina residente a Mestre, aveva chiesto denaro più volte nel biennio, arrivando a prendersi circa 11mila euro dal religioso. La minaccia era che se non avesse pagato sarebbero arrivate al vescovo "voci" di frequentazioni sessuali non proprio degne del suo ministero. Racconti che, come nel caso precedente, potrebbero anche essere stati inventati di sana pianta.


Martedì scorso il blitz. Le banconote dello "scambio" che di lì a poco sarebbe dovuto avvenire sono state fotocopiate, poi le forze dell'ordine si sono appostate in attesa che avvenisse l'incontro tra ricattatore e vittima. Una volta avvenuta la consegna sono saltati fuori, fermando il malvivente in flagranza di reato. I soldi, infatti, erano proprio quelli "segnati". Stamattina per lui l'interrogatorio di convalida di fronte al gip Roberta Marchiori, che ha disposto nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di estorsione. L'avvocato difensore Vincenzo Di Stasi, invece, ricorrerà al Tribunale del riesame per ottenere che al suo assistito vengano concessi i domiciliari.

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