Cronaca Martellago / Maerne

Parroco sventa la truffa: "Se paghi, 150mila euro dall'Ue per la scuola"

Don Magoga, di Maerne di Martellago, quasi "ci cascava". All'inizio aveva detto di sì, poi invece ha bloccato il corriere: era un raggiro

Si erano presentati in maniera professionale, sfoderando articoli di legge e codici. Invece erano truffatori che avevano messo nel mirino don Paolo Magoga, la guida spirituale di Maerne di Martellago che proprio domenica scorsa dal pulpito della chiesa se l'era presa con i delinquenti: "Dio ci liberi dai ladri", aveva dichiarato apertamente, dopo che qualche malintenzionato si era introdotto nell'oratorio e aveva fatto razzia di pochi spiccioli e di un telefono cellulare. Lasciandosi alle spalle più che altro una scia di danni piuttosto ingenti a porte e finestre.

Stavolta, però, il parroco ha dovuto vedersela con truffatori che hanno deciso di agire in maniera più subdola. Via telefono. "Una prima volta non ci sono cascato, era palese che si trattava di un raggiro - ha raccontato ai microfoni di Antenna3 - ma recentemente ci è mancato poco che i malintenzionati andassero a segno". A un certo punto infatti don Magoga viene contattato da un fantomatico call center di Bruxelles di una società che faceva riferimento alla Comunità europea. L'operatore, in verità un truffatore, era andato dritto al sodo: "Ci sono fondi per 150mila euro da utilizzare per le scuole - aveva spiegato al prelato, tirando fuori nel discorso codici e norme di legge - l'unico passaggio obbligatorio è l'acquisto di un software per il computer del valore di 180 euro". Il parroco all'inizio non si fida, prende tempo. Chiede di informarsi e di risentirsi in un secondo momento.

Dunque nei giorni successivi si guarda intorno: chiede agli addetti del settore, alle altre scuole del territorio tra Venezia e Treviso. Poi, però, decide che quei 150mila euro tornerebbero proprio utili, in un periodo in cui ce n'è proprio bisogno. Dunque, quando viene ricontattato, dà conferma alla spedizione. Ma un tarlo nella testa continua a disturbarlo, a indurlo alla prudenza. Finché, quando il pacco era già partito, non è stato contattato direttamente il corriere, che ha spiegato come il software fosse proveniente da Barletta. Non da Bruxelles o da qualche altra città con uffici dell'Unione Europea. "Anche il corriere ci ha detto che era una truffa", ha sottolineato don Magoga - mi appello a tutti. 'Colleghi' e non. Serve sempre agire con cautela, io l'ho imparato". 

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