Acqua alta: «Venerdì altra punta, ci preoccupa». Vento in mare difficilmente prevedibile

Previsioni sostenute di marea. Attese precipitazioni forti. Zaia: «Neve in montagna e temperature elevate. Con la piena dei fiumi e scirocco, il mare non riceve. Si rischiano alluvioni come nel 2010»

Acqua alta Venezia, mercoledì 13 novembre

Maltempo e marea sostenuta sono previsti in base agli ultimi bollettini Arpav e Centro maree del Comune di Venezia. «Venerdì 15 novembre un'altra punta acqua alta a 140 centimetri ci preoccupa», commenta il primo cittadino veneziano Luigi Brugnaro, in conferenza stampa nella sede della protezione civile a Marghera. «Il vento in mare è difficilmente prevedibile». Il sindaco ha fatto il punto della situazione meteo con il presidente della Regione, Luca Zaia. «Devastazione come mai avrei pensato di vederla. Pellestrina sommersa, Caorle devastata, morti. Con la neve caduta in montagna e le temperature elevate, i fiumi crescono e il mare, in presenza di scirocco non riceve più. Si rischiano alluvioni come nel 2010».

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Il meteo e la marea

Tempo perturbato, indica Arpav, con precipitazioni diffuse specie venerdì 15. Coinvolte zone montane e pedemontane con quantitativi abbondanti. In pianura rovesci sulle zone settentrionali. Venti tesi, a tratti forti di scirocco, su costa e pianura limitrofa. La perturbazione che ha interessato la regione si è spostata gradualmente verso est: ci saranno schiarite fino alla prima parte di giovedì. Seguirà un progressivo peggioramento associato ad una nuova saccatura che determinerà piogge, con apice del maltempo venerdì. Domenica possibile nuovo impulso perturbato la cui evoluzione rimane ancora incerta. La marea mercoledì ha raggiunto quota di 144 centimetri alle 9.30. Nei prossimi giorni si manterrà su valori alti. «Abbiamo già dichiarato lo stato di crisi per Venezia e tutte le altre località – continua Zaia – resta ferma la modalità che tutte le segnalazioni che via via arriveranno saranno accolte lasciando aperto il decreto. Continueremo a seguire le evoluzioni dalla sala operativa, consapevoli che siamo di fronte ancora una volta ad un evento straordinario».

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