Prime cancellazioni dai turisti intimoriti per l'acqua alta: gli albergatori fanno appello al sindaco

Per l'Ava andrebbe cambiato il modo in cui vengono comunicati i dati sulla marea, che potrebbero ingannare i meno informati

L'illustrazione sul sito del Comune che mostra i livelli di allagamento a Venezia

Le previsioni sull'acqua alta, secondo l'associazione veneziana albergatori, spaventano i turisti: «Temono di trovare la città sommersa e di dover affrontare una marea come quella del 12 novembre 2019», spiega l'associazione, e così gli hotel stanno ricevendo cancellazioni da parte degli ospiti che avevano prenotato per il weekend.

Dati "ambigui"

Il problema principale sembra essere il dato sull'altezza raggiunta dall'acqua. Ad esempio per sabato è prevista una quota di 135-140 centimentri (tanto che dovrebbe entrare in funzione il Mose), cifra che indica la differenza rispetto allo "zero storico" della città e non l'altezza effettiva dell'acqua dal suolo, ma i meno informati potrebbero ingannarsi. È comunque vero che un livello del genere, magari sommato al maltempo, può creare grossi disagi perché comporta l'allagamento del 50% della viabilità della città e, nella zona di San Marco, significa avere l'acqua fino alle ginocchia e oltre. Per ovviare ci sono le passerelle rialzate, ma solo su alcuni percorsi.

Promozione internazionale

«In seguito all’evento eccezionale dello scorso novembre - spiega il direttore Ava, Claudio Scarpa -, avevamo dato vita a un progetto di comunicazione internazionale: per mesi abbiamo dialogato con la stampa estera per far dimenticare al mondo quelle immagini, per aiutare i turisti a comprendere le corrette informazioni sulla marea e convincerli che non c’era pericolo a tornare in città». «In collaborazione con il Comune - aggiunge - erano stati poi invitati in città una cinquantina di giornalisti internazionali, i quali avevano raccontato la reale situazione della città, già tornata alla normalità». Il turismo, con il Carnevale, stava ripartendo e improvvisamente è arrivato lo stop dovuto alla pandemia del coronavirus, che ha azzerato le presenze per mesi.

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Appello al sindaco

«In questa fase di difficile ripartenza - aggiunge Scarpa - non è d’aiuto dover fare i conti con il fatto che continuino a circolare dati sul “medio mare” non affiancati al “dato reale” che potrebbe invece rassicurare chi intende visitare la città. Si era parlato molto della necessità di rivedere questo sistema di comunicazione e rinnoviamo quindi il nostro appello al sindaco affinché venga lanciato, anche attraverso il sito istituzionale e gli altri canali informativi, il messaggio mediatico corretto. Tanto era stato fatto in questo senso tra il 12 novembre e i primi mesi del 2020: è importante per noi continuare ad avere il supporto del Comune e dell’amministrazione comunale in questa sfida».

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