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Caldo record, è allarme ozono a Mestre e Venezia. Poi i temporali

Pm10 schizzato alle stelle con picchi preoccupanti alla Bissuola e Sacca Fisola, oltre che Spinea. L'Arpav: "Giovedì temperature giù, poi pioggia"

Naturalmente con un caldo del genere e l'assenza di precipitazioni anche i livelli di ozono hanno raggiunto vette preoccupanti. Il pm10 alla centralina del parco Bissuola di Mestre, per esempio ha superato i 200 milligrammi al metro cubo. In ogni caso le medie si sono mantenute superiori ai 180, quando il limite di legge viene indicato dall'Unione Europea in 50. Oltre a quella della Bissuola, anche la stazione di Sacca Fisola ha segnato risultati piuttosto preoccupanti.

Non ci sono solo i black out a preoccupare. Giorno dopo giorno la qualità dell'aria nel veneziano si è abbassata sempre più, determinando una vera emergenza ozono. L'ha annunciato l'Arpav, che ha fatto presente al sindaco Luigi Brugnaro come i livelli abbiano ormai raggiunto vette preoccupanti. Il pm10 alla centralina del parco Bissuola di Mestre, per esempio, ha quasi superato anche i 300 microgrammi al metro cubo martedì verso le 17, per poi scendere in serata. In ogni caso le medie si sono mantenute superiori ai 180, quando il limite di legge viene indicato dall'Unione Europea in 50. Oltre a quella della Bissuola, anche la stazione di Sacca Fisola ha segnato risultati piuttosto preoccupanti. Anzi, peggio. In laguna il livello di ozono massimo lunedì è stato di 202 microgrammi al metrocubo (alle 18), contro i 200 della Bissuola. Il giorno seguente la situazione è ulteriormente peggiorata in entrambe le località (come detto a Mestre si sono sfiorati i 300 microgrammi al metro cubo). L'Arpav consiglia, ma è anche il buon senso a suggerirlo, di non rimanere all’aperto nelle ore più calde e non intraprendere attività sportive o
faticose per il fisico, specie per anziani, bambini, donne in gravidanza. 

Giovedì le temperature però, secondo l'Arpav, dovrebbero diminuire. Anche se non in maniera pesante. Venerdì, poi, l'arrivo di possibili temporali in pianura. "Il progressivo lento avvicinamento di una saccatura atlantica tende ad attenuare l'influenza dell'anticiclone subtropicale africano sulla nostra regione - si legge - il tempo ancora molto soleggiato specie in pianura diventerà più variabile, i temporali potranno interessare progressivamente anche alcune aree della pianura specie da venerdì con conseguente probabile calo delle temperature". 
 

LE TEMPERATURE - Il caldo soffocante attanaglia il Veneto fin dalla prima mattina con temperature, già alle 11, schizzate ovunque a 35-34 gradi in pianura. Tra le province più calde quelle di Vicenza e Treviso, con valori diffusamente sopra i 35 gradi, ma altrove lo scarto è inferiore solo di un grado o due, e i tassi di umidità sono molto elevati, così che le temperature percepite dall'organismo sono sopra i 40. Dopo settimane di sole ed afa anche le nottate non portano alcun refrigerio, e le minime elevate (sui 26-27 gradi) sono il preludio all'effetto 'forno' che si sviluppa nelle città già poco dopo l'alba. Non va molto meglio per chi è in spiaggia: anche qui il caldo, l'assenza di vento e il riscaldamento del mare rendono duro prendere la tintarella. Per trovare il fresco bisogna per forza salire di quota. Per trovare un valore di temperatura veramente basso bisogna salire agli oltre 3.000 metri di Punta Rocca, sulla Marmolada, dove il termometro non supera i 9 gradi.
 

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