Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Siccità, situazione critica nel Veneziano: “Pochi giorni di autonomia, 1 miliardo di danni”

La mancanza di piogge sta mettendo in ginocchio gli agricoltori del territorio, con le colture danneggiate per il 50% del totale. Problema di cuneo salino nel Chioggiotto

In campagna la parola d’ordine è siccità e la situazione è tra le più gravi degli ultimi anni. Nel veneziano gli agricoltori sono concentrati sulle colture come mais, barbabietola da zucchero, soia e naturalmente le orticole la cui produzione necessita di irrigazione costante. In particolare nelle serre del Cavallino a causa delle elevate temperature le irrigazioni devono essere incrementate per consentire la crescita degli ortaggi con un conseguente maggiore dispendio di risorse. Mentre colture a pieno campo come barbabietola e mais risultano già in grave sofferenza.  

GROSSI DISAGI IN TUTTA ITALIA

Molti coltivatori dell’Estuario e di Chioggia fanno i conti con un accumulo di salinità nel terreno che naturalmente porta a creare malattie se non a compromettere del tutto la coltivazione, seccandola. Il fenomeno del cuneo salino interessa una zona particolare votata per lo più all’orticoltura, e colpisce un’area che va dal Polesine a Chioggia, ovvero circa 62mila ettari pari al 10% della superficie regionale. Del resto abbiamo temperature massime vicine ai 40 gradi e durante la prima decade di giugno le temperature sono state di ben 3,2 gradi superiori alla media con il 30 % in meno di precipitazioni.

La preoccupazione è proprio legata alla mancanza di acqua: la portata dei fiumi è disciplinata dalla legge e attualmente si parla di garantire un minimo di flusso vitale individuato nel parametro di 10 metri cubi al secondo. Più che l’abbassamento del livello dei fiumi allarma quello delle falde di 2 metri in meno rispetto al passato. I bacini di montagna non hanno incamerato acqua a sufficienza a causa della scarsità di neve durante l’inverno. “Purtroppo paghiamo le spese della siccità dei mesi invernali - afferma il presidente di Coldiretti Venezia Iacopo Giraldo - e considerando lo stato attuale della situazione per alcune colture come mais e barbabietola il raccolto è compromesso per un 50%”

Il quadro tracciato non è incoraggiante e in attesa degli acquazzoni si fanno i conti sui giorni di autonomia. I richiami ad una programmazione e agli investimenti sul tema sono pressocché continui, “occorre valutare degli investimenti su sistemi di irrigazione all’avanguardia - conferma il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali - pensati per un minor dispendio d’acqua e soluzioni antispreco, inoltre laddove è possibile le colture tradizionali vengano sostituite con altre, come ad esempio con l'introduzione del sorgo meno esigente  rispetto al granoturco”.

Tanto ancora rimane da fare, anche da parte dei consumatori che possono influenzare con le loro abitudini nuovi stili di vita ricorrendo agli acquisti mirati di frutta e verdura di stagione. Coldiretti stima perdite alle coltivazioni a causa del clima bizzarro intorno ad un miliardo solo nei primi sei mesi del 2017. Troppo presto per un conteggio dettagliato per il Veneto – dicono i tecnici che sperano di non doverlo mai fare visto che, nel caso, non ci sono fondi sufficienti di ristoro.

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