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Traffico acqueo, anarchia tra canali e rive. I trasportatori: "Situazione critica"

Dure accuse da parte dei trasportatori merci aderenti a Confartigianato Venezia al sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Sotto la lente d'ingrandimento i pericoli nella circolazione

Canali perennemente intasati, le poche rive riservate ai trasportatori quasi sempre occupate anche da altri operatori e nessun intervento di manutenzione ordinaria e tantomeno straordinaria realizzato negli ultimi mesi. In vista dell’estate la situazione rischia di peggiorare e Confartigianato lancia un grido d’allarme. La situazione con cui ogni giorno vivono i trasportatori lagunari e tutti gli operatori che utilizzano la barca per lavoro sfiora rischi e pericoli.

Critiche a Brugnaro. "Qualsiasi buon amministratore - accusano i trasportatori merci aderenti a Confartigianato Venezia - avrebbe non solo colto nel brevissimo periodo le criticità della viabilità ma avrebbe anche fatto il possibile per tacconare le situazioni più assurde, dando una priorità e una tempistica alla soluzione dei problemi che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti. Invece sembra che gli unici segnali amministrativi siano qualche sanzione ‘spot’, qualche ordinanza che norma qualche evento sportivo o qualche lavoro di una certa rilevanza e nient’altro. Andare avanti così è sempre più insostenibile".

"Noi siamo e sempre saremo per la regolarità su tutti i fronti - precisa Emiliano Ghira,  vicepresidente dei trasportatori di Confartigianato Venezia - abbiamo anche investito recentemente sulla formazione dei dipendenti con 'corsi radar' ma più di qualche volta mi chiedo che senso abbia investire nella sicurezza quando appena sali in barca inizia la deregulation più totale”. Anche Massimiliano Brusato, presidente dei trasportatori di Confartagianato Venezia ha detto la sua: "Nessuno ha la pretesa di voler insegnare niente a nessuno, ma a questo punto l’amministrazione dica chiaramente che il traffico acqueo non è una priorità, anche se ciò stride fortemente con quanto sostenuto in campagna elettore".

Andare avanti così è pericoloso, e gli stessi trasportatori giustificano l’esposto depositato da alcuni gondolieri che si trovano inevitabilmente ad operare in balia di troppe barche, spesso ad una velocità superiore al limite, non solo private ma anche pubbliche. "Se potessimo scaricare in più rive oggi rese inaccessibili e con strutture quantomeno decenti - ha concluso Brusato - il nostro lavoro terminerebbe molto prima, ciò significa che nei punti critici del Canal Grande zona Rialto, nel tratto tra piazzale Roma e l'imboccatura del rio di Noale, ma anche nel rio di Cannaregio e nel rio Novo o nell’area di San Marco, i trasportatori si ridurrebbero del 60%".

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