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Galan in tribunale: "Mai fatto nulla per mio interesse. Sul Mose parlerò a suo tempo"

Udienza giovedì per l'ex presidente del Veneto, che non avrebbe pagato le tasse sui soldi guadagnati in modo illecito. Ai giornalisti ha detto: "La giustizia trionfa sempre"

"Mai fatto una delibera, un atto, una dichiarazione dettata da un vantaggio personale". Giancarlo Galan giovedì al tribunale di Venezia ha parlato del suo passato nel ruolo di presidente del Veneto e ha negato di aver agito per proprio interesse come amministratore. Era in aula in qualità di testimone nel processo Mose. Nell'inchiesta aveva patteggiato due anni e 10 mesi di reclusione e 2,6 milioni di euro ed era tornato in libertà il 6 gennaio scorso. L'ex presidente del Veneto ed ex ministro è stato chiamato a testimoniare dalla difesa dell'architetto Danilo Turato, il professionista che ha curato il restauro di villa Rodella sui Colli Euganei, nel Padovano, l'ex residenza che Galan ha ceduto allo Stato a titolo risarcitorio.

Inizialmente si è rifiutato di parlare ai giornalisti: "La giustizia trionfa sempre - ha detto - Io non parlo. Ci sono i miei avvocati Niccolò Ghedini ed Antonio Franchini". Poi ha deciso di rispondere ad alcune domande. Sull'intenzione di tornare al lavoro ha detto: "intanto passo il tempo a leggere". "Non ci ho pensato - ha risposto invece a chi gli ha chiesto se andrà all'estero - di certo non andrei in California" e il riferimento è al fatto che lì abita l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati. "Piuttosto - ha aggiunto - andrei in qualche luogo sperduto dalle parti di Miami a pescare, lì ci sono i caimani ma tanto ormai ci sono abituato". Ha detto che sulla vicenda Mose "a suo tempo e se sarò vivo parlerò".

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