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"Era in preda al delirio, non voleva uccidere", chiesta l'assoluzione per Stefano Perale

Lunedì spazio ai difensori del duplice omicida, che nel 2017 narcotizzò e uccise nella Biagio Buonomo e Anastasia Shakurova. I loro parenti hanno chiesto 14 milioni di euro di risarcimento

Due vite spezzate a pochi mesi dalla nascita di un figlio. Lunedì i parenti più stretti di Anastasia Shakurova e di Biagio Buonomo Junior hanno chiesto 14 milioni di euro totali di risarcimento a Stefano Perale, il 50enne di Chirignago che, nel giugno 2017, uccise i due nel suo appartamento di via Abruzzo dopo averli invitati a cena e narcotizzati versando un potente sonnifero nell'aperitivo. Il padre e la sorella di Buonomo, 31enne campano, ucciso a sprangate in testa, hanno chiesto 5 milioni di euro ciascuno, mentre i genitori e il marito di Anastasia Shakurova, 30enne russa, soffocata con un cuscino, hanno chiesto 4 milioni di euro totali. 

La difesa: "Perale era in preda al delirio"

Durante l'udienza di lunedì pomeriggio è stato dato spazio anche all'arringa difensiva degli avvocati di Perale, Matteo Lazzaro e Nicoletta Bortoluzzi, che hanno cercato di rispondere colpo su colpo alla requisitoria del pubblico ministero, Giorgio Gava, il quale il 2 luglio scorso aveva chiesto per il reo confesso l'ergastolo per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione, vilipendio di cadavere, violenza sessuale aggravata e procurato aborto. La difesa, invece, punta tutto sulla possibile incapacità di intendere e volere dell'assistito, chiedendone l'assoluzione: su questo punto c'è una guerra di perizie, che giungono a esiti diametralmente opposti. Gli avvocati Lazzaro e Bortoluzzi, però, sono convinti che anche la relazione del consulente dell'accusa possa portare acqua al loro mulino: in essa si mette nero su bianco che Perale sarebbe stato in sé al momento del duplice delitto e che si tratterebbe di un "nevrotico ossessivo", una condizione che, secondo una sentenza del 2005 delle sezioni unite della Cassazione, indurrebbe una persona a non capire più la valenza delle proprie azioni. La relazione del perito di parte della difesa, invece, parla apertamente di "delirio".  

"Nessuna volontà di uccidere"

Sulla scorta di questa ricostruzione, i legali hanno quindi chiesto la derubricazione del reato di omicidio volontario di Anastasia Shakurova in morte come conseguenza di altro delitto (la volontà di narcotizzare la vittima con un cuscino): il piano di Perale, dunque, sarebbe stato quello di addormentare entrambe le vittime per poi poter abusare di Anastasia Shakurova, che considerava nella sua testa la propria compagna. Nessuna volontà di ucciderli. L'utilizzo dello Stilnox, farmaco che può anche causare amnesie in chi lo assume, sarebbe stato funzionale proprio a mettere temporaneamente fuori combattimento gli ospiti per poi riaccompagnarli come niente fosse al Valecenter di Marcon, dove si trovava l'auto di Perale. 

Sentenza il 25 luglio

Uno stupro "pianificato" andato a rotoli quasi subito che si è concluso con 2 persone morte che avevano una lunga vita davanti. La difesa ha anche chiesto il riconoscimento delle attenuanti generiche e l'assoluzione per il reato di vilipendio di cadavere, in quanto Perale, nel suo delirio, non si sarebbe accorto che mentre abusava di lei la donna era già deceduta. La sentenza, anticipata da eventuali repliche, è prevista per il prossimo 25 luglio. 

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