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Il procuratore Nordio appende la toga al chiodo: in pensione per raggiunti limiti d'età

Lascia l'incarico a Venezia, in via provvisoria, al procuratore aggiunto Adelchi d'Ippolito, in attesa delle nuove cariche. Il suo ultimo grande caso, lo scandalo Mose

Con un brindisi e uno scambio di strette di mano il Procuratore reggente di Venezia Carlo Nordio è andato in pensione, lasciando la toga che ha indossato per 40 anni. La data fatidica è stata lunedì, ultimo giorno di lavoro per sopraggiunti limiti di età, 70 anni. Martedì il giorno ufficiale del commiato, ha salutato i suoi più stretti collaboratori, i sostituti e il personale della Procura.

Nordio, da procuratore aggiunto, era diventato reggente quando in pensione è andato a fine 2016 il procuratore capo Luigi Delpino. Oggi l'incarico di reggente è passato all'altro aggiunto, Adelchi D'Ippolito, in attesa che il Consiglio superiore della magistratura (Csm) provveda alle nuove cariche, dopo che Venezia è stata di fatto decapitata.

L'ultima grande indagine seguita da Nordio è stata quella che lo ha visto coordinare il pool che ha fatto emergere il malaffare della vicenda Mose, mentre nell'era di Tangentopoli aveva condotto quella sulle 'coop rosse'. Nel corso della sua attività, Nordio si è anche occupato anche del filone veneto delle Brigate rosse.

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