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Prof anti gay, scoppia la polemica a Venezia: insorgono le associazioni

"L'omosessualità non é irreversibile". L'affermazione del prof di religione del liceo Foscarini ha scatenato la dura reazione delle associazioni che difendono i diritti civili delle persone omosessuali

Fa riesplodere le polemiche sul tema dell'omofobia la frase scritta agli studenti di un liceo di Venezia da loro insegnante di religione: "l'omosessualità non é irreversibile". Un'affermazione - contenuta in una serie di appunti interni con riferimenti anche scientifici e filosofici - che ha scatenato la dura reazione delle associazioni che difendono i diritti civili delle persone omosessuali ma anche dell'ex ministro Mara Carfagna, la quale ritiene indispensabile che dell'omofobia si torni a parlare a scuola, "perché lì si forma la coscienza dei ragazzi". Forti le reazioni contro l'insegnante anche da parte della parlamentare del Pd Anna Paola Concia ("solo in Italia un professore può permettersi di dire che i gay sono come malati e vanno curati" sottolinea), di Franco Grillini (Gaynet) ("saper che esistono certi tipi di insegnanti non tranquillizza nessuno" e ancora di Arcigay e 'Rete degli studenti'.

A fare esplodere il caso - riferiscono oggi i giornali locali - un documento scritto a penna da un professore di religione del Liceo 'Foscarini'. Tra le riflessioni consegnate ai ragazzi del 4/o anno per affrontare il tema, anche la frase che ha scatenato le polemiche, insieme ad altre sui matrimoni gay: appellandosi alla famiglia come unione di persone di sesso diverso, l'insegnante ha aggiunto che "il matrimonio gay non è una discriminazione" perché "si discrimina quando si trattano in modo diverso cose uguali". Nel testo l'insegnante descrive l'omosessualità come una "elaborazione della psiche di modelli affettivi diversi da quelli verso cui la natura normalmente orienta" e "una ferita dell'identità", per poi concludere che "questa tendenza è reversibile". Considerazioni che gli studenti hanno poi diffuso, postandole on line. Così il Gay Center ha invocato "una risposta del Ministro dell'istruzione" mentre la Rete degli studenti ha sottolineato che "l'unica cosa da curare è l'omofobia". (ANSA)

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