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Prof vestito da donna in classe, la scuola sta dalla parte di Cloe

Nessun provvedimento in arrivo, ma l'assessore Donazzan non molla: "Non si va vestiti così in classe". Gli studenti: "Se ha i titoli, insegni pure"

Il giorno seguente all'avvento di "Cloe" tra le cronache locali, il caso del professore che si è presentato in classe vestito da donna è subito scoppiato. Diventando materia di interrogazioni parlamentari e di un dibattito a livello nazionale. Insomma, se il professore di Fisica intendeva smuovere le acque, allora di certo ha centrato l'obiettivo. Fatto sta che martedì il tran tran quotidiano all'istituto superiore Scarpa-Mattei di San Donà è andato avanti "quasi" come niente fosse, anche se era impossibile far finta di niente di fronte alla presenza di telecamere e giornalisti. Nei prossimi giorni è in cantiere un possibile sit in di protesta dei genitori (specie quelli della classe del primo anno che lunedì si è trovata davanti agli occhi il "nuovo" professor Luca Bianco). Nel pomeriggio ha fatto capolino anche lui in aula magna, senza però rilasciare dichiarazioni. Forse sorpreso di tanto clamore. 

IL CASO DI CLOE APPRODA IN PARLAMENTO

Fatto sta che la scuola è con lui, dal preside in giù: "Ne abbiamo parlato il giorno prima - ha dichiarato il dirigente scolastico, Francesco Ardit - Io ho ribadito che sicuramente avrebbe avuto problemi non solo con gli alunni, ma anche con le famiglie. Al ché il docente mi rispose che era disponibile ad affrontare tutto e che era pronto a chiarire con gli alunni questo tipo di scelta. Non abbiamo avuto il tempo di informarli per gradi, magari con uno psicologo. Gli eventi sono stati troppo repentini. Il giorno successivo lui si è presentato in classe, e il caso è scoppiato". Dello stesso avviso la vicepreside, Francesca Musitano: "So che è un buon insegnante e che i ragazzi si trovano bene", come ribadito anche da uno dei rappresentanti degli studenti: "Se una persona non si sente bene nel proprio corpo, perché non farlo? Se sa fare bene il suo lavoro e ha la qualifica per farlo non ci sono problemi. È più importante soffermarsi su chi non fa bene il suo lavoro, le problematiche della scuola sono altre".

DONAZZAN: "PROVVEDIMENTI", ZAN: "DONNA INSENSIBILE"

Dello stesso avviso Sara, una studentessa: "Secondo me il problema non c'è - commenta - Noi l'abbiamo accettata così com'è. Ha il diritto di dimostrarsi così come si sente. Abbiamo parlato di questa situazione in classe, e l'abbiamo accettata". Anche alcuni docenti non capiscono il tenore della polemica. Francesco Carrer, insegnante di lettere, descrive Luca Bianco (Cloe) come "un insegnante di esperienza, capacità e professionalità e questo quadro resta invariato al di là della scelta della sua immagine. A quanto mi risulta - continua il professore - non ci sono state reazioni negative. L'unica criticità è stata la lettera del genitore. Parlando con i ragazzi, ne ho una sessantina, tutti hanno espresso un grande rispetto per la scelta del collega, che a suo dire ha fatto una scelta liberatoria". 

Insomma, nonostante l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, abbia chiesto l'invio degli ispettori, non sembra profilarsi all'orizzonte alcuna conseguenza per il comportamento del professore, che non avrebbe infranto alcuna norma o regola scolastica. Mercoledì il caso approderà all'ufficio scolastico provinciale, sulla scrivania della direttore generale Daniela Beltrame. "E' una persona che sicuramente ha dei grossi conflitti interni - ha dichiarato l'assessore regionale all'Istruzione - la sfera sessuale è privata, ma la scuola è il luogo pubblico per antonomasia. Non è possibile presentarsi con minigonna, seno finto e parrucca bionda. Ho chiesto gli ispettori e chiedo provvedimenti". Sulle stesse posizioni anche il genitore che con la sua mail alla rappresentante della Giunta Zaia ha scoperchiato il calderone, anche se preferisce rimanere anonimo: "Per mezz'ora lui ha motivato le sue scelte - ha dichiarato a Raiuno - lo ha fatto adesso perché è diventato di ruolo. E' stato un evento spiacevole". 

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