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Profughi, Cona scenario esplosivo: "Prevenire un'emergenza sanitaria"

Il sindaco Panfilio: "Ministro Alfano e prefetto Cuttaia si prendano le loro responsabilità. Nessuna convenzione con la coop. Molti aspetti illegali"

"Lo Stato non può calpestare i principi di equità e giustizia e imporre l'illegalità". Il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, non usa mezzi termini per descrivere la situazione che gradualmente suo malgrado si è ritrovato costretto a gestire sul fronte profughi. Una presenza che via via si è ingigantita, fino ad arrivare a ben oltre duecento all'interno dell'ex base militare di Conetta: "Con tutti i problemi che ciò comporta - spiega - alcuni residenti dichiarano che sono stati svegliati in piena notte da schiamazzi di persone, di colore, in evidente stato di alterazione. Mi chiedo perché non venga fatto rispettare il regolamento che indica l’orario di rientro alle 23. Ho inviato una lettera al prefetto Domenico Cuttaia dove vengono elencati i notevoli disagi cui viene sottoposta la popolazione locale". Per questo motivo il primo cittadino chiede che vengano rispettate le promesse, oppure, in alternativa, "chiedo al ministro dell'Interno Angelino Alfano e al prefetto un'assunzione di responsabilità, perché se sono evidenziati dei casi di illegalità o di illegittimità è indubbio che ci rivolgeremo a qualche autorità superiore".

Del resto a Cona le quote parlavano chiaro: avrebbero dovuto arrivare solo tre migranti. "Ne sono stati gestiti 416 in tutto, e ci avevano detto che sarebbero dovuti calare". L'atmosfera, inevitabile che sia così, è piuttosto tesa nella frazione veneziana, che conta poco più di 190 abitanti. Il comitato spontaneo che chiede lo stop all'arrivo dei profughi sabato ha organizzato un corteo pacifico di protesta che dalla piazza del paese arriverà alla base militare. I dati in possesso del sindaco parlano chiaro: "Negli ultimi cinque giorni sono arrivate 73 persone, di cui nove donne nigeriane solo stanotte - dichiara - ma ciò che fa più specie è che dalla Prefettura, dopo ripetute richieste, mi sono sentito dire che non esiste alcuna convenzione stipulata tra la prefettura e Ca' Corner. Me l'ha comunicato il 21 agosto proprio la Prefettura. Allora io mi chiedo: in virtù di quale titolo e sulla base di quale atto amministrativo la cooperativa sta esercitando attività di accoglienza temporanea da più di un mese?".

La preoccupazione c'è anche sull'ambito sanitario: "Ci sono 20 o 25 donne che vivono negli stessi spazi del dormitorio - dichiara Panfilio - Evidenzio che l'Ulss 14 di chioggia, con verbale redatto il 31 luglio scorso, comunicava che la base era in grado di ospitare 112 persone. Visto il numero effettivo di migranti presenti oggi, quali sono le condizioni igenico-sanitarie in cui vivono queste persone? Come potranno vivere, stipati come delle sardine, quando le temperature invernali li costringeranno a restare negli spazi angusti del dormitorio?". Anche perché la vicenda assume anche i contorni della necessità di prevenire un'emergenza sanitaria: "La Prefettura rivolge regolarmente l’invito al direttore sanitario della Ulls 14 di disporre gli opportuni controlli di prevenzione sanitaria nei confronti dei cittadini stranieri ospitati nella struttura di accoglienza, al fine di garantire una tempestiva comunicazione su eventuali casi sospetti o accertati di malattie infettive o comunque rappresentanti pericolo per la salute pubblica - spiega Panfilio - ad oggi, nonostante la grande disponibilità dei medici del nostro distretto saniario, mi viene comunicato che si è completato il controllo completo solo su 40 persone. E ne sono in via di definizione altri 10. Assurdo".


 

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