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"Cie a Campalto? Non è un'ipotesi sul tavolo. In ogni caso Conetta è da svuotare a breve"

Il prefetto Mario Morcone, capo dipartimento Immigrazione: "Il 19 conferenza Stato-Regioni. Spero nella collaborazione dei sindaci veneziani". Altro tavolo in Procura sabato mattina

"A prescindere da ciò che si deciderà, io Conetta la devo 'smontare'. E' una priorità". Il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento Immigrazione del ministero degli Interni, non ha ancora la ricetta ufficiale per superare l'emergenza migranti, specie in Veneto. Da questo punto di vista il territorio veneziano negli ultimi giorni è stato nell'occhio del ciclone, con la rivolta all'interno dell'ex base missilistica di Conetta e il "sequestro" di 25 operatori della cooperativa che si occupa dell'ospitalità dei richiedenti asilo, che, dopo il trasferimento di 109 di loro, continuano a essere oltre 1.200 in una struttura sempre sovraffollata. Sabato mattina si è tenuto l'ennesimo tavolo per fare il punto sulle indagini: i capi della rivolta sarebbero ormai in via di identificazione. 

Il governo si sta muovendo, prefigurando l'apertura di un Cie in ogni regione. Un'idea che allo stato vede contrario il presidente del Veneto, Luca Zaia, che venerdì ha chiesto un "progetto organico" per gestire l'emergenza, di cui il Cie dovrebbe essere solo uno degli anelli finali. Se ne saprà di più con ogni probabilità il prossimo 19 gennaio, quando è prevista una conferenza Stato-Regioni durante la quale l'esecutivo dovrebbe mettere le carte sul tavolo. "L'ipotesi di un hub a Campalto non esiste - dichiara Morcone - non ci risulta alcun progetto di questo genere. Di certo una soluzione si dovrà trovare. Tra poco più di 10 giorni vedremo le posizioni che prenderà il presidente Luca Zaia. Noi faremo ciò che il ministro dell'Interno, Marco Minniti, disporrà". 

Su quella tanto inseguita "ospitalità diffusa", oggetto di un paio di incontri tra Morcone e i sindaci del territorio veneziano, c'è ancora speranza: "Spero che i primi cittadini si rendano conto che non è possibile tenere più di un migliaio di persone a Conetta - sottolinea Morcone - non è possibile che un sindaco di un paese di appena 3mila abitanti si ritrovi a gestire una situazione del genere quando dalla parte opposta della provincia si continua a dire 'no'. Io credo - conclude - che essere un sindaco ha almeno un privilegio, ossia poter impostare e decidere il futuro del territorio. I primi cittadini possono individuare i luoghi più idonei dove ospitare i migranti e se dovranno essere solo 10, non ne manderemo di più. Saremo di parola. Vogliamo collaborare con il territorio, ma resta il fatto che a breve Conetta dovrà essere alleggerita". 

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