"Anche Alfano ha capito che così non si va avanti, ha promesso soluzioni per Conetta"

Il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, ha incontrato mercoledì mattina il ministro dell'Interno a Roma sulla questione profughi: "Ha concordato sulla necessità di trasferimenti"

"Anche il ministro Alfano ha capito che così non si può andare avanti e serve trovare una soluzione". Il faccia a faccia tra i sindaci di Cona, Alberto Panfilio, di Bagnoli e Agna (quest'ultimi due del Padovano) si è concluso con la prospettiva che forse ("ma bisogna avere pazienza", ha spiegato il primo cittadino del paese veneziano) un decremento sensibile del numero di richiedenti asilo in quello che è stato ribattezzato il "distretto dei profughi" ci sarà. O almeno il titolare del ministero dell'Interno si sarebbe attivato in questo senso mercoledì mattina, durante l'incontro al Viminale. Presente anche il consigliere regionale Clodovaldo Ruffato, che si è speso per l'incontro.

"Siamo stati ricevuti cordialmente dal ministro - ha spiegato Panfilio - ma abbiamo avuto l'impressione che non conoscesse nei dettagli le condizioni in cui versa il territorio veneziano e padovano sul fronte dei profughi". Ci hanno quindi pensato i tre rappresentanti dei cittadini a sintetizzare i problemi sia sul fronte della sicurezza all'interno delle strutture d'accoglienza, sia sul fronte della necessità di mantenere sotto controllo eventuali conseguenze dal punto di vista igienico-sanitario, che sono naturale conseguenza della coesistenza di centinaia di persone in spazi ristretti.

Gli stessi concetti che il sindaco aveva espresso anche al presidente del Veneto, Luca Zaia, incontrato lunedì mattina a Venezia sempre assieme agli altri "colleghi" sindaci. Da Palazzo Balbi sono arrivati "appoggio" e comprensione del problema, ma è dal Viminale che ci si aspettano decisioni in grado di migliorare la situazione: "Alfano ha concordato con noi che l'unica strada per un'inversione di rotta è lo sfoltimento dei numeri nell'ex base - conclude Panfilio - noi non abbiamo indicato alternative. Non è nostro compito, visto che la responsabilità in questo senso ricade sul Viminale e sulla prefettura". 

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