Profughi, a Conetta chieste le telecamere. L'emergenza sulla scrivania di Alfano

I sindaci di Cona, Agna e Bagnoli lunedì mattina hanno incontrato il presidente del Veneto, Luca Zaia. Chiesto sostegno sia sanitario che per la sicurezza. Mercoledì trasferta romana

Non vogliono sentire più parlare di "distretto dei profughi". Chiedono collaborazione e soprattutto appoggio anche economico per frontaggiare le numerose emergenze che gioco forza comporta ospitare centinaia di migranti sul proprio territorio. I sindaci di Cona, nel Veneziano, Agna e Bagnoli, nel Padovano, lunedì mattina hanno incontrato il presidente del Veneto, Luca Zaia, come noto critico nei confronti della formula di accoglienza dei profughi "architettata" dal ministero dell'Interno. "Il faccia a faccia è stato organizzato perché il presidente della Regione voleva chiederci cosa poteva fare per noi - spiega il primo cittadino di Cona, Alberto Panfilio - Noi naturalmente non ci stiamo a diventare il 'distretto del profugo'. Vogliamo un sostegno istituzionale da questo punto di vista". 

Nel mirino del sindaco del paese veneziano, come spesso è accaduto in questi mesi, finisce il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia: "Sento ancora parlare di bandi e di ricerca di posti letto - attacca - Sono le stesse frasi che ho sentito in passato e che non hanno portato a nulla. La verità è che a queste gare non solo non partecipano i sindaci, ma nemmeno i privati. Non ci sono le condizioni per l'accoglienza diffusa. Intestardirsi non è logico". Panfilio in questo senso "comprende" gli altri sindaci veneziani, ma non li assolve: "Mi hanno lasciato solo - spiega - Nella base di Conetta ci sono problemi di ordine pubblico e non possono che essercene anche dal punto di vista sanitario". 

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Su questi due punti i primi cittadini hanno chiesto che le aziende sanitarie competenti inizino dei controlli a campione senza alcun imput da parte dell'amministrazione comunale: "Gli addetti dell'Asl 14 sono sempre stati precisi e professionali - continua Panfilio - servono però degli interventi una tantum d'iniziativa". Per quanto riguarda le risse che periodicamente si sono registrate nella base, al presidente del Veneto è stato chiesto un intervento economico per installare la videosorveglianza all'interno delle strutture. Uno strumento di controllo ma anche di possibile deterrenza nei confronti di comportamenti scorretti. Da Zaia sarebbe arrivata un'apertura, ma bisognerà capire che iter burocratico avrà la faccenda. Mercoledì della questione sarà interessato anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. I tre sindaci, infatti, saranno protagonisti di una trasferta romana alla volta del Viminale, da cui sperano di tornare con buone notizie: "La certezza è che la prefettura ha creato dei 'mostri' - conclude Panfilio - In qualunque modo la si veda. Servono soluzioni subito. Non possono essere ancora quelle dei bandi". 

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