Profughi, pronto nuovo bando. Cuttaia: "A Conetta non ci sono condizioni disumane"

Il prefetto di Venezia: "Le preoccupazioni del sindaco sono anche le mie, il numero di ospiti della base diminuirà a breve. Ma serve la collaborazione di tutti i Comuni, non come ora"

Inizia ad avvicinarsi la primavera e con essa le preoccupazioni per un possibile riacutizzarsi del problema profughi nel nostro territorio, dopo le polemiche dello scorso anno. Ne è consapevole il prefetto Domenico Cuttaia, il quale in ogni caso non si mostra preoccupato: "E' da un po' di tempo che i flussi si sono arrestati - spiega - Non ci sono stati nuovi arrivi e quei pochi che sono giunti sono stati compensati ampiamente dalle uscite. Per questo motivo ora dobbiamo badare solo alla redistribuzioine sul territorio dei migranti già presenti". 

Inevitabile che con "redistribuzione" si pensi subito all'ex base mililtare di Conetta, in cui si trovano centinaia di profughi in attesa di capire se poter chiedere il permesso di soggiorno umanitario o meno. Nei giorni scorsi si sono vissuti momenti di tensione nel territorio della frazione veneziana, con alcuni migranti che sono usciti dalla base protestando per le condizioni in cui sono costretti a vivere: "Non sono condizioni disumane - sottolinea il prefetto - Diciamo che ovviamente quando ci sono insediamenti così cospicui ci sono dei problemi. Stiamo facendo di tutto per distribuire i migranti sul territorio a gruppi inferiori di numero, ma per fare questo c'è bisogno della collaborazione di tutti. Non è che poi quando troviamo qualche posto e dobbiamo mandarne dieci o quindici si sollevano le proteste di alcuni". 

Intanto, però, a Conetta i profughi restano. Da mesi: "Questa concentrazione non è dovuta a una scelta, ma a una necessità - continua il titolare di Ca' Corner - Ricordiamoci che ancora 28 comuni non hanno alcun profugo. Se noi potessimo distribuire una media di 15 persone in questi 28 Comuni avremmo già risolto il problema di Cona. Un problema che per ora resta, ma abbiamo già messo a punto un nuovo bando per cui stiamo ricevendo delle risposte. Non sono del tutto risolutive, ma confidiamo di poter abbassare in maniera consistente il numero di profughi nell'ex base. Ribadisco che lì la situazione dell'accoglienza è difficile ma nel pieno rispetto della dignità delle persone, perché c'è un'attenzione costante e c'è anche un'attività di elevata professionalità dei volontari e di coloro che si occupano di accoglienza".  

Il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, commentando la mattinata di protesta dei migranti aveva puntato il dito contro le condizioni di vita all'interno dell'ex struttura militare. Dicendosi molto preoccupato per il futuro. "Le preoccupazioni del primo cittadino sono anche le mie preoccupazioni - conclude Cuttaia - perché una concentrazione elevata non va bene per tanti motivi. Il principale è che rende difficile l'inserimento nella vita della comunità. Ecco perché è necessario perseguire l'obiettivo di una ripartizione sul  territorio, ci dobbiamo fare tutti carico di una quota  di accoglienza. Va detto che in questi tre anni da parte dei migranti accolti nelle strutture del nostro territorio non si è registrato alcun episodio negativo. Ciò ci deve spingere ulteriormente a ripartire i migranti sul territorio. E' l'unica soluzione possibile. 

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