Conetta, lo Stato vuole nuovi prefabbricati nella base: "Ancora più profughi qui"

Il Provveditorato per le opere pubbliche del Veneto ricorre al Consiglio dei ministri per la posa di ulteriori strutture. Intanto spunta una scritta su cui indagano le forze dell'ordine

Il Comune di Cona si oppone alla posa di nuovi moduli prefabbricati (che sarebbero di dimensioni piuttosto estese) e il Provveditorato alle opere pubbliche per il Veneto ricorre al Consiglio dei ministri. Se tutti (parlamentari, politici, cittadini) affermano che l'ex base missilistica di Conetta debba essere ridimensionata nel numero di richiedenti asilo da ospitare, le carte mostrano che si sta andando in direzione opposta. Cercando anche di aggirare nella maniera più celere possibile gli ostacoli di tipo amministrativo che ci si trova di fronte.

Per questo motivo il Provveditorato la scorsa settimana ha deciso di proporre formale ricorso al Consiglio dei ministri per chiedere di potenziare ulteriormente le strutture presenti all'interno dell'ex base missilistica di Conetta, dove la pressione dei migranti sarebbe diminuita negli ultimi mesi per via degli inferiori sbarchi sulle coste italiane. Il problema è che con l'arrivo della primavera lo scenario è destinato a peggiorare ancora una volta, e le alternative per la Prefettura di Venezia su dove smistare i richiedenti asilo scarseggiano. Anzi, sono praticamente nulli. Nonostante i ripetuti bandi messi sul piatto negli ultimi anni.

Martedì scorso il prefetto Carlo Boffi ha avuto un faccia a faccia con il sindaco di Cona, Alberto Panfilio, da cui si è ribadita la situazione di difficoltà. Per la posa dei nuovi prefabbricati era stata convocata una Conferenza dei servizi nell'aprile dell'anno scorso: obiettivo trovare un'intesa tra i vari soggetti competenti. Alla riunione erano presenti il viceprefetto Vito Cusumano, oltre al sindaco Panfilio. Assenti Regione e Ulss 14. L'intesa per la posa dei nuovi prefabbricati, però, non venne trovata. Il Comune, infatti, si mise di traverso spiegando che l'ipotesi andava a cozzare contro il suo Piano regolatore.

A questo punto la recente decisione di ricorrere al Consiglio dei ministri, per aggirare l'ostacolo: "Tutti a parole si scagliano contro Conetta - commenta rammaricato il primo cittadino Panfilio - ma è chiaro che invece lo scenario è molto diverso. Manca dignità e umanità. E' una sconfitta per tutti. Il governo afferma una cosa, poi ne fa un'altra".

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Intanto sul territorio le tensioni sono sempre più palpabili. In questi giorni l'attenzione delle forze dell'ordine si è concentrata su una scritta comparsa sulla parete di un edificio abbandonato di Conetta: "Qui discarica africana, vergogna italiana". Sono in corso accertamenti per capire quale sia la matrice della scritta, che non stupisce il sindaco Panfilio: "Di fronte a questa situazione i miei concittadini hanno mantenuto comportamenti sempre civili - dichiara - in altre zone non è stato così". 

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